Cento Mani di Questa Terra, storie e culture si mescolano per un grande evento

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centomani-di-questa-terraCento mani di questa terra è l’evento fortemente voluto da Chef to chef, l’associazione emiliano-romagnola che raggruppa cuochi, produttori e gourmet dell’Emilia Romagna sia per creare un solido rapporto tra gli attori che operano nella gastronomia italiana, sia per incoraggiarne la crescita attraverso la valorizzazione del lavoro locale. Un lavoro che si traduce in tempo e risorse, in storie e culture che si mescolano e si tramandano, in turismo enogastronomico nel quale credere, in innovazioni che diventeranno le future tradizioni, in ricerche scientifiche e sperimentazioni nei food lab, nel sapere che la sala ha valore quanto la cucina e nel farsi portavoce – ma ancor più portatori di fatti –  del mondo agricolo, patrimonio della ristorazione italiana. Tonino Guerra ha scritto per Cento mani di questa terra quella che verrà ricordata come una della sue ultime frasi: “La grande cucina non nasconde il sapore della terra dalla quale nasce”. Nella sua apparente immediatezza contestualizza il nostro passato, presente e forse futuro. E ci ricorda violentemente chi siamo.
Abbiamo chiesto ad alcuni dei presenti all’evento, che si è svolto il 2 aprile a Polesine Parmense negli spazi dell’Antica Corte Pallavicina, di commentarla per noi.

Alessandra Locatelli

I commenti dei professionisti:

Massimo Spigaroli, chef patron Antica Corte Pallavicina

La terra offre molti sapori, e oggi c’è voglia di conoscerli. Con la globalizzazione, se riesci a comunicare, perché ci credi, che la tua idea di grande cucina è quella da cui provieni, porti un messaggio nuovo che in realtà è il più antico del mondo…


Giovanni Ballarini, Presidente Accademia Italiana della Cucina

Il sapore della terra è da recuperare, non lo conosciamo più come non conosciamo più se un vento viene da oriente o da occidente…


Massimo Montanari, Professore di Storia dell’alimentazione Università di Bologna

Il sapore della terra è il sapore della storia, del lavoro degli uomini che hanno costruito un paesaggio; non è il sapere della natura, ma è cultura. E cultura e lavoro sono due concetti interscambiabili…

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