Come favorire il ricambio generazionale in agricoltura

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Che l’Italia non sia un paese per giovani è confermato ad ogni piè sospinto dalle cronache quotidiane. Le statistiche che periodicamente vengono sfornate manifestano il disagio delle nuove generazioni nell’affermarsi in un mercato del lavoro sempre più rigido ed ingessato, con pochissime prospettive di miglioramento. Negli ultimi anni sono stati molti i giovani che hanno indirizzato le legittime ambizioni di crescita personale e professionale verso il settore dell’agricoltura, in apparenza l’unico che, dati alla mano, sembra riuscire a tenere la carreggiata nonostante l’imperante crisi. E sempre più, tra gli addetti ai lavori, si dibatte circa le misure da adottare per favorire il ricambio generazionale nell’ambito del settore primario.
In tale direzione, un plauso va certamente tributato al documento presentato dalla Presidenza italiana in sede di Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura e della Pesca dell’Ue, sostenuto dalla maggioranza degli Stati membri, rivolto proprio a favore l’ingresso delle nuove leve in agricoltura.
Il ricambio generazionale è fondamentale non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa, dove i lavoratori under 35 del settore sono in media il 7,5%. Il testo del documento presentato si fonda su tre principi cardine.
Concessione di crediti dedicati da parte della BEI (Banca Europea degli Investimenti). L’accesso al credito costituisce uno dei principali ostacoli per l’avvio di iniziative imprenditoriali da parte di giovani. Alla Bei si chiede di intervenire attraverso una garanzia bancaria europea e con prestiti a condizioni favorevoli, agevolando i giovani agricoltori che intendano avviare un’attività nel settore agricolo. Il requisito richiesto ai giovani agricoltori è quello di dimostrare di avere una qualifica o competenze di formazione professionale e presentare un “business plan” strutturato dell’investimento proposto. L’intervento della BEI potrà essere complementare agli strumenti nazionali esistenti. Parallelamente, bisogna facilitare l’attuazione delle misure per gli under 40 contenute nella PAC 2014-2020.
Misure per l’accesso alla terra. Altra nota dolente per tutti i giovani che hanno un’idea ma non riescono a concretizzarla. Il documento ritiene necessario prevedere strumenti che favoriscano l’acquisto di terreni agricoli da parte di giovani, anche in deroga alle attuali norme in materia di aiuti di Stato.
Istituzione di un programma “erasmus” per i giovani agricoltori europei. L’obiettivo è di facilitare lo scambio di informazioni e di esperienze professionali tra le diverse realtà agricole europee. Il supporto sarebbe garantito dalle reti rurali nazionali e dalla rete rurale europea.
Sono molto soddisfatto che la nostra proposta abbia trovato il sostegno della maggioranza del Consiglio, – ha commentato il Ministro alle Politiche Agricoli, Alimentari e Forestali Maurizio Martina – si tratta di misure fondamentali che puntano su tre assi: terra, credito e formazione. Vogliamo sostenere il lavoro dei giovani agricoltori e dare un futuro all’agricoltura europea. Nell’area dei 28 Paesi Ue, secondo i dati dello scorso Maggio, circa 5 milioni di giovani non hanno un lavoro. L’ultimo censimento europeo in agricoltura del 2010 ci segnala inoltre che la percentuale di agricoltori under 35 era del 7,5%, a fronte di un 30% di over 65. Bisogna invertire la rotta. A livello nazionale ci siamo già mossi e abbiamo messo in campo diverse misure contenute in un Piano giovani in 10 azioni, che vanno dalla concessione di mutui a tasso zero, alle detrazioni per l’affitto di terreni agricoli, agli sgravi fiscali di 1/3 della retribuzione lorda per la stabilizzazione di giovani under 35, alle deduzioni Irap al 50% per le assunzioni di giovani nelle regioni del Mezzogiorno, fino ai crediti di imposta per investire nell’innovazione, nelle reti di impresa e nell’e-commerce”.

Antonio Longo 

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