Una tre giorni modenese per il Consiglio Nazionale Slow Food

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modena-consiglio-slow-foodNon è stata un’occasione unica, ma capita di rado che il Consiglio Nazionale di Slow Food tenga la sua riunione dei presidenti di regione e consiglieri nazionali fuori dalla sua sede storica, e quando avviene diventa un evento da menzionare. L’onere e l’onore di organizzare  una tre giorni pieni e intensi di confronti e assaggi è spettato a Slow Food Emilia Romagna e in particolare alla condotte di Modena e del Frignano conciliare incontri e degustazioni. Gli onori di casa li ha fatti il bravo presidente regionale, il modenese Antonio Cherchi  assieme ai due fiduciari  modenesi Vignocchi e Lusoli.
Nella full immersion i qualificati ospiti hanno fatto visita ad un allevamento di suini  del tutto particolare di proprietà della famiglia Ferri  in cui gli animali non solo sono allevati  con cura e passione, ma fatti giocare per dare loro il massimo benessere nella crescita. Dal maiale al bovino per visitare una struttura eccellente come quella di Stefano Fogacci dove si alleva la prestigiosa Vacca Bianca Modenese, presidio Slow Food, oggi fortunatamente sostenuta dai più attenti ristoratori del territorio. Poi approfondimenti enologici a Villa Cialdini delle Cantine Chiarli e alla ricca gamma di Lambruschi della storica cantina. Successivamente tappa al Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena al cui interno è conservata una batteria di botti di proprietà Slow Food.
Finalmente dal territorio alla tavola. Al ristorante Laghi di Campogalliano (MO), lo chef Paolo Reggiani con l’amico e collega Antonio Previdi della Trattoria Entrà, entrambi menzionati, hanno dato dimostrazione di come la cucina modenese blasonata come cucina pesante può essere proposta in modo leggero e nel rispetto della trazione. L’ultimo incontro culinario è stato affidato a Giuseppe Schipano, direttore della Scuola alberghiera e ristorazione di Serramazzoni,   organizzare assieme ai suoi allievi la cena di commiato, nella quale ha dato dimostrazione di come il mondo scolastico si può avvicinare, e a quali livelli, alla ristorazione.
In uno degli incontri gastronomici c’è stato modo di far toccare con mano la cucina emiliana.  Mentre i fiduciari assaggiavano affettati, tortellini in brodo di cappone e varie espressioni di Lambrusco, sia il presidente nazionale di Slow Food, Roberto Burdese assieme a quello della provincia di Modena, Emilio Sabattini, sono stati invitati a cimentarsi  “a tirare la sfoglia”  col mattarello. In  quell’occasione il presidente della Provincia di Modena ha affermato che un suo sogno sarebbe di creare a Modena una scuola di formazione per turisti in cui insegnare a fare la sfoglia come si faceva un tempo, i veri tortellini, l’aceto balsamico “originale”, il nocino  e le altre prelibatezze nobili del territorio emiliano.
Chissà se Slow Food vorrà aiutare il presidente della provincia di Modena a realizzare questo sogno: potrebbe essere un’idea per creare in Italia un circuito organizzato per valorizzare i territori partendo dalla tavola.

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