Cresce l’export di latte e derivati

Dire, fare, sognare 2015
18 giugno 2015
Oro del Benaco, i migliori oli del Garda
19 giugno 2015
www.ristorazionecatering.it
image_pdfimage_print

Nel 2014 il comparto lattiero-caseario italiano ha registrato un‘inversione di tendenza. La maggiore disponibilità di latte (+3%) ha permesso alle imprese lattiero-casearie di far lavorare gli impianti a pieno ritmo e così, dopo anni di ininterrotta flessione, il fatturato e la produzione del settore hanno ripreso a crescere. Complessivamente, nel 2014 dagli stabilimenti italiani sono usciti 2,5 milioni di tonnellate di latte da bere, oltre 1 milione di tonnellate di formaggio, 160.000 tonnellate di burro e 200.000 tonnellate di yogurt.
Però l’accresciuta offerta di latte, yogurt, burro e formaggi non ha determinato un aumento degli acquisti da parte degli italiani. Anzi. Nel 2014 le vendite di prodotti lattiero-caseari hanno registrato un ulteriore calo, che si somma a quello registrato negli anni precedenti. Complessivamente, tra 2011 e 2014, la spesa destinata all’acquisto dei latte e formaggi è crollata del 12%.
“Purtroppo non riteniamo possibile un’inversione di tendenza nel corso del 2015 – ha commentato Hribal, consigliere delegato della presidenza di Assolatte – perché i consumatori si fanno sempre più attenti a quel che comprano. Quest‘alleggerimento del carrello della spesa sembra più strutturale che congiunturale e sta penalizzando anche i prodotti lattiero-caseari, da sempre espressione di un ottimo rapporto qualità/prezzo“.
L’aumento produttivo registrato nel 2014 ha riguardato soprattutto i formaggi Dop, che hanno sfiorato le 500mila tonnellate, con un aumento del 3% circa sui livelli del 2013. All’interno di questo segmento, gli incrementi più importanti  in quantità sono stati messi a segno da Grana Padano e Gorgonzola (+6%). Anche i volumi di Montasio e Piave sono aumentati in modo significativo (+13%), mentre sono stati registrati incrementi più contenuti per il Taleggio (+3%) e la Mozzarella di Bufala Campana (+2%). Stabili o in leggera diminuzione i volumi degli altri formaggi, compresa la mozzarella, che comunque si conferma ancora una volta la regina dei formaggi italiani.
Mentre sul fronte dell’export il 2014 è stato positivo: dall’Italia sono partite per l‘estero oltre 330.000 tonnellate di formaggi per un fatturato che ha sfondato il tetto dei 2,5 miliardi di euro, mettendo a segno una crescita  del 3,3% a volume e del 5% a valore rispetto al 2013. In pratica, oggi quasi 1 formaggio su 3 prodotto in Italia viene venduto all’estero.
“Sono risultati significativi, che confermano un trend di crescita in atto da anni, ma sono meno brillanti rispetto agli scorsi anni, nonostante gli sforzi dei nostri produttori, impegnati a consolidare i mercati storici e a creare nuovi sbocchi commerciali per i formaggi italiani, tanto apprezzati e ambiti in tutto il mondo – ha dichiarato Adriano Hribal  – D’altronde puntare sull’export è una via obbligata per riuscire a collocare una produzione casearia tornata a crescere nel 2014 e per bilanciare, almeno in parte, le perdite registrate in Italia. Infatti la crisi dei consumi nazionali di prodotti lattiero-caseari sta spingendo le imprese del settore a combattere per ritagliarsi uno spazio maggiore sui mercati esteri, che dimostrano ancora un crescente interesse per i nostri prodotti“.
La maggior parte delle vendite di formaggi all’estero viene realizzata nei mercati storici e vicini: la Francia e la Germania si confermano, anno dopo anno, i nostri migliori clienti poiché assorbono, da sole, il 35% delle nostre esportazioni. Inoltre in questi due Paesi la domanda di latticini italiani mostra ancora tassi di crescita: nel 2014 l’export caseario italiano ha segnato un +4,3% in Francia e in Germania un +6,5%.

 

 

image_pdfimage_print