Dop e Igp italiane in testa alla classifica europea

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Nella multiforme vetrina che è Expo 2015, anche Dop e Igp italiane sono state poste nei giorni scorsi sotto i riflettori, protagoniste dell’incontro “Gli Stati generali delle indicazioni geografiche”, organizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
A emergere con soddisfazione sono stati, in primo luogo, i numeri di questa importante fetta del nostro comparto agroalimentare. Secondo gli ultimi dati di Ismea, infatti, la filiera del food & wine italiano a denominazione di origine e a indicazione geografica rappresenta un circuito produttivo di circa 300mila operatori, tra fase agricola e industriale, con un fatturato alla produzione di 13,7 miliardi di euro. Oggi, con 273 prodotti agroalimentari insigniti di bollino comunitario, di cui quattro nuovi riconoscimenti dall’inizio dell’anno, e 523 Dop e Igp vinicole, l’Italia guida saldamente la classifica europea per numero di denominazioni. Il che conferma, non da ultimo, non solo la ricchezza dei nostri territori, ma anche l’efficacia dell’azione di valorizzazione e tutela svolta in questo ambito.
Il sistema, che rappresenta un’ottima opportunità di sviluppo nelle aree rurali, cresce di anno in anno e, come ha sottolineato Ezio Castiglione, presidente di Ismea, “I maggiori stimoli alla crescita del comparto vengono dai mercati esteri, dove Dop e Igp, nonostante i noti tentativi di imitazione, nell’ultimo quinquennio hanno incrementato il loro fatturato del 64% nel caso delle produzioni alimentari e di oltre il 33% per i vini. Ma la prospettiva è crescere ancora più velocemente nel 2015, approfittando di un euro più competitivo, dell’onda lunga dell’Expo e delle attività messe in campo dal piano sull’internazionalizzazione varato dal Governo”.
Nel corso dell’incontro a Expo sono state presentate anche le azioni del Mipaaf per la tutela e la promozione dei prodotti Dop e Igp sul fronte domestico e internazionale, riassumibili in cinque punti: rilancio dei consumi sul mercato italiano, grazie a un accordo siglato con la Gdo proprio durante l’evento, per dare più spazio ai prodotti a denominazione nei punti vendita; focus sulle indicazioni geografiche nel piano del Governo per il sostegno all’export made in Italy; difesa del sistema delle denominazioni a livello internazionale, elaborazione di un testo unico per le Dop con cui semplificare le norme a favore di imprese e consorzi di tutela e, infine, rafforzamento del contrasto alla contraffazione via web.
Attraverso l’Ispettorato repressione frodi, infatti, il Ministero delle politiche agricole ha già chiuso due accordi con i più grandi player dell’e-commerce a livello mondiale: eBay e Alibaba, con l’obiettivo di garantire ai prodotti Dop e Igp italiani una protezione pari a quella che ricevono i grandi marchi sulla rete. L’iniziativa ha già dato i suoi frutti: solo negli ultimi dodici mesi sono stati oltre 300 gli interventi, con un blocco di flusso di vendite di prodotti falsi o Italian sounding per un valore superiore ai 60 milioni di euro.

Mariangela Molinari

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