L’Italia si è persa. Ritroviamola a FESTAVICO

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festavicoChe la bellezza possa salvare il mondo ne è convinto il principe Mìskin, nato dalla fantasia e della penna di Dostoevskij, ma ne è convinto anche Gennaro Esposito, principe contemporaneo della cultura gastronomica italiana: “Lo penso da sempre: il bello e il buono salveranno il mondo e soprattutto adesso, con questa crisi, il mondo ha bisogno di essere salvato”. Lo raggiungiamo al telefono a una quindicina di giorni da “Festa a Vico”, l’appuntamento annuale con la convivialità del gusto in programma dal 3 al 6 giugno (un giorno in più rispetto al solito), e non c’è da stupirsi quindi se il tema scelto per questa nona edizione è proprio “…e tutti giù per terra. Il mio piatto da fine del mondo!”, una scaramantica e goliardica presa in giro dalla profezia dei Maya, secondo cui quella alle porte sarebbe la nostra ultima estate di vita.

“Ma vuole essere anche una provocazione” ci spiega Gennaro, “ e l’occasione per riflettere sugli aspetti generatori di questa crisi, e che hanno a che fare con l’identità, l’autenticità e lo stile, tutti concetti italiani ma che l’Italia s’ è persa per strada”. E che a Vico saranno non solo ricordati, ma raccontati e condivisi piatto dopo piatto insieme ai quasi duecento cuochi attesi, a cominciare da domenica 3 giugno: su un palco allestito in spiaggia undici chef “arrivati” avranno a disposizione quindici minuti ciascuno per mostrare agli allievi delle scuole alberghiere, giovani professionisti di domani, la loro filosofia di cucina attraverso una ricetta, un video, un ingrediente concreto o simbolico che per loro ha fatto la differenza.

Lunedì 4 giugno sarà dedicato ai talenti emergenti, che proporranno i loro cavalli di battaglia presso il complesso turistico Il Bikini, mentre martedì 5 giugno vedrà impegnati i Senior della ristorazione stellata in una cena da mille e una notte a Le Axidie, altra location storica di Festa a Vico. Ma la novità più evidente è il quarto giorno, mercoledì 6, che sarà dedicato al piatto italiano più noto al mondo, la pizza: “Raccontata però non in modo romantico, ma descritta con attenzione attraverso un approccio scientifico: per questo avremo il prof. Paolo Masi, preside della Facoltà di Agraria di Portici, che ci spiegherà tutto su lievitazione e processi chimici, e il nutrizionista Prof. Nicola Sorrentino, con cui si affronterà il tema della dieta mediterranea, a nostro parere è il punto di partenza migliore per esprimere la rivoluzione che il mondo del cibo è chiamata a fare”.

È un Gennaro Esposito che non si smentisce quello con cui parliamo: idee chiare, concrete, belle. E vere: “Ci si riempie la bocca di tutto e in tutti i sensi, si parla di voler fare la differenza attraverso cibi e ingredienti veri, ma poi scava scava di vero c’è poco. Ed è su questo che vogliamo accendere la luce: sulle cose vere.” E che sono anche buone: il ricavato delle giornate sarà infatti devoluto al progetto “Sostegno fondo di solidarietà per famiglie del territorio” della Caritas di Vico Equense e al Reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Santobono, per l’acquisto di una unità utile al monitoraggio e trattamento delle complicanze neurologiche in neonati sottoposti a interventi chirurgici.
Per conoscere la lista completa degli chef che entreranno nel ventre della balena di Vico per uscirne salvati e più carichi che mai, e soprattutto per partecipare, consultate il sito: www.festavico.com.

Alessandra Locatelli

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