Fiorucci, salumi italiani conti spagnoli: funziona?

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Ci sono settori dove, per noi italiani, è difficile immaginare che un prodotto che consideriamo fortemente tipico possa non essere nella sua impresa completamente nazionale. Eppure i casi sono ormai molti e anche di grandi entità, sia nei salumi come nei formaggi, dove il caso Parmalat è ormai storia.

La Norcineria Fiorucci da qualche tempo è di proprietà spagnola e, seppur siano di questi giorni le preoccupazioni relative alle prospettive occupazionali sul nostro territorio, alcune iniziative sembrano deporre a favore di una conferma della volontà di proseguire la storia italiana di questa azienda, nata appunto in Val di Norcia e da più di mezzo secolo a Roma, ma con stabilimenti di produzione in diverse aree del Paese.
Spesso entrare a far parte di grandi gruppi internazionali ha come conseguenza una riorganizzazione, che i lavoratori sperano indolore; certamente, di contro, le possibilità distributive aumentano molto più velocemente con aperture verso un maggior numero di superfici e di consumatori.

In questa direzione è la messa in produzione di una linea chiamata QB, Quanto Basta, pensata proprio per soddisfare la richiesta di un prodotto di qualità, unita alla necessità di rispondere ad esigenze di taglio, corretta quantità, minor spreco e conservazione, tutto quando riassunto da queste nuove vaschette proposte in quattro versioni di peso 65, 90, 160 e 190 grammi.

A voler poi trovare un altro motivo di ottimismo e di volontà di proseguire ad investire in Italia, si può notare nella sempre più approfondita declinazione di prodotti regionali la conferma di non potersi staccare da un prodotto di territorio, fornendo, invece, anche ad esso una vetrina internazionale prima forse più difficile da raggiungere.

Per info http://www.fioruccifood.it

Aldo Palaoro

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