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frutta-bambini-dibattito-pediatriBotta e risposta tra la Federazione dei medici pediatri (Fimp) e l’Associazione culturale pediatri (Acp), su una pubblicità per la corretta alimentazione dei bambini da 0 a 3 anni. La Federazione ha infatti lanciato un allarme, secondo il quale la frutta fresca e i cereali contengono dosi di pesticidi in quantità nocive per i bambini (57% per la frutta e 34% per il grano duro). Meglio quindi sostituirli – dicono alla Scuola di Nutrizione della Fimp – con i prodotti pensati esplicitamente per l’infanzia, realizzati dall’industria in condizioni garantite.
Di fronte a una così smaccata presa di posizione, sono arrivate le repliche del Movimento di Difesa del Cittadino e dell’Associazione culturale pediatri, secondo le quali le argomentazioni usate dalla Federazione sono le stesse delle pubblicità che ha contrapposto Plasmon alla Barilla. Per questo, il comunicato diramato da Acp ricorda che “i dati riportati da Fimp nel comunicato a supporto della validità di queste affermazioni sono ampiamente discutibili. In tutta l’Unione Europea, da settembre 2008 e’ in vigore un nuovo regolamento che modifica le disposizioni per i residui dei pesticidi (Regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 febbraio 2005.). La legge indica i limiti quantitativi tollerabili per la sicurezza alimentare di tutti: adulti e bambini. L’Autorità’ europea per la sicurezza alimentare (AESA) verifica che tale residuo sia sicuro per tutte le categorie di consumatori, compresi i gruppi vulnerabili come i neonati, i bambini e i vegetariani”.
Restano quindi invariate le posizioni delle due associazioni: i pediatri del Fimp garantiscono come “ufficiali” i dati sulle quantità di pesticidi negli alimenti; i colleghi dell’Acp esortano invece le madri a dare ai loro figli una dieta ricca di frutta, verdura e vegetali per tutta la famiglia, “ricorrendo quando è possibile ai prodotti a filiera corta e in questo caso spesso anche biologici”.
Un dibattito di cui sentiremo ancora parlare, ma che solo una seria e documentata ricerca scientifica potrebbe risolvere una volta per tutte.

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