Il futuro della imprese italiane discusso a Linkontro

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linkontro-nielsen-zonin-cremonini-merloniInquinamento dell’aria, dell’acqua, uso di pesticidi, surriscaldamento del globo, mancanza di acqua, e anche il comportamento delle aziende rispetto all’ambiente, specie in merito agli sprechi del packaging. Queste le maggiori preoccupazioni degli italiani rispetto all’ambiente che sono emerse a “Linkontro”, una tre giorni di convegno di oltre 400 top manager italiani riuniti in Sardegna, a S. Margherita di Pula (CA), da Nielsen per discutere de “IL FUTURO DELLE IMPRESE NEI MERCATI ESTERI”.
Il quadro che è emerso attraverso i dati Nielsen è piuttosto contraddittorio: gli italiani plaudono alle iniziative promosse dalle aziende con un impatto positivo sull’ambiente, come i prodotti in packaging riciclabili, quelli ad efficienza energetica, o fabbricati localmente, o acquistati presso i farmer’s market, i prodotti con poco o senza packaging, i prodotti biologici, quelli non testati sugli animali e del commercio equo e solidale. Ciò nonostante, quando gli si chiede di metter mano al portafoglio, meno di un connazionale su quattro è disposto a spendere di più per comprare prodotti eco sostenibili. Vince per la maggioranza l’economicità dei prodotti anche se non eco sostenibili e il miglior rapporto tra qualità e prezzo.
Il dibattito ha visto la partecipazione di Luca Molinari (Università di Napoli), Richard Davis (Client and project Manager Aegis Media), Maura Latini (Vice Presidente Coopm Italia), Giorgina Gallo (Amministratore Delegato L’Oréal), Felice La Salvia (Presidente Natura Sì) e Leo Wencel (Presidente Nestlé).
linkontro-nielsen-2011Tra gli argomenti di discussione anche l’individuazione dei problemi che ostacolano la crescita e le prospettive di sviluppo dell’industria italiana nei mercati stranieri.
Presenti Domenico Zonin, vicepresidente della Casa Vinicola Zonin, a confronto con altri giovani industriali di spicco quali Vincenzo Cremonini, amministratore delegato del Gruppo Cremonini e Andrea Merloni, presidente di Indesit.
Promuovere l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Per Zonin l’arma vincente per l’internazionalizzazione è la tanto vituperata fuga dei cervelli italiani, a patto che ritornino con un grande bagaglio di esperienza. L’internazionalizzazione deve essere un impegno categorico visto che, prosegue Zonin, “l’Italia rimane ancora lenta rispetto ai Paesi emergenti se si pensa che nel 2010 la quinta azienda al mondo produttrice di vino è cinese”.
Ingredienti per la crescita. Merloni non ha dubbi: un rapporto diretto con il consumatore reso più facile dai nuovi strumenti di comunicazione è la ricetta per lo sviluppo delle imprese italiane all’estero: “Se la distribuzione sarà in grado di valorizzare il prodotto e mantenere i valori di comunicazione, la relazione può crescere”. Particolarmente felice è il settore delle carni, funestato tempi addietro dal fenomeno della mucca pazza. Questo fatto ha cambiato le regole del gioco – ha spiegato  Cremonini – e ha posto le basi del cambiamento nel rapporto tra distribuzione e produzione. Quali le priorità, dunque? Per Zonin il miglioramento arriverà dalle nuove generazioni.

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