Granoro coltiva la legalità con ‘Equapulia’

www.ristorazionecatering.it
Pellegrino Artusi a processo: moderno o superato?
6 agosto 2014
www.ristorazionecatering.it
70 ragazzi diplomati ad ALMA
6 agosto 2014
www.ristorazionecatering.it
image_pdfimage_print

Granoro, lo storico pastificio di Corato (Ba), che da tempo ha posto caratteristiche nutrizionali e sostenibilità dei prodotti alla base della propria filosofia produttiva, ha compiuto un ulteriore passo avanti sul fronte dell’impegno etico, aderendo a ‘Equapulia’, il progetto promosso dalla Regione Puglia e pensato per garantire migliori condizioni di vita e di lavoro ai migranti, troppo spesso vittime di caporalati e sfruttamenti
L’iniziativa si propone come un vero e proprio modello di intervento, che intende agire contemporaneamente sull’accoglienza abitativa e sulle politiche di inclusione socio-lavorativa, grazie al coinvolgimento diretto dell’associazionismo ma, soprattutto, delle imprese locali. È solo grazie a queste ultime, infatti, che è possibile una lotta al lavoro nero in grado di ottenere risultati di qualche rilievo.
Alle aziende virtuose che decideranno di non ricorrere a manovalanza immigrata a basso costo, illegale e rivolgendosi ai caporali, la Regione rilascerà un vero e proprio ‘bollino etico’ Equapulia, come attestazione della loro responsabilità sociale e garanzia del rifiuto dell’intermediazione del caporalato, riconoscendo la volontà di offrire migliori condizioni di lavoro agli immigrati e non solo, e di tutelare, così, chiunque lavori nelle campagne.
Si tratta, dunque, di un gesto concreto che intende dimostrare come la buona accoglienza possa diventare un motore di crescita e sviluppo, provando al contempo che la legalità organizzata è molto più conveniente dell’illegalità diffusa.
Dopo aver sposato il progetto ‘Prodotti di Qualità Puglia’, per Granoro l’adesione a Equapulia non è che un passaggio naturale, dettato dal desiderio di tutelare chi con il proprio lavoro contribuisce alla realizzazione di prodotti che rafforzano l’economia del territorio.

Mariangela Molinari

image_pdfimage_print