L’Italia si unisce a tavola per festeggiare i 150 anni

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unita-tavola“Forse l’unico piatto esistente che commemora il grande condottiero è il biscotto Garibaldi, un sottile sandwich di pasta frolla, ripieno di ribes che, benché delizioso, non ha nulla a che fare con l’Italia, essendo stato inventato in una fabbrica di Bermondsey, a Londra, nel 1861. La Peek Freans, l’azienda produttrice, lo battezzò Garibaldi per sfruttare economicamente la fama dell’eroe dei Due Mondi”. Così scrive lo storico John Dickie nel saggio Con gusto, storia degli italiani a tavola, edito da Laterza.
Un esempio antesignano di come la contraffazione del made in Italy fosse già un business all’epoca dell’Unità d’Italia. Mentre a Londra producevano il biscotto Garibaldi, in Italia non esisteva nulla che potesse vagamente assomigliare all’idea di identità gastronomica. Il cibo non rientrava nelle parole d’ordine risorgimentali. Le tradizioni erano radicate nei territori dove comunque il cibo quotidiano del popolo nulla aveva a che fare con i prodotti di cui oggi proteggiamo le identità.
Mentre François Chapusot, chef dell’ambasciatore inglese scrive in quegli anni, “L’Italia è una regione privilegiata dal cielo, nessun altro paese ha più saporiti frutti e legumi, né più fini olii e latticini, né migliori pollai, né più succulente carni da macello, oltre alla copiosa e squisita selvaggina e pescagione d’acqua dolce e salata. Quello che le manca sono le grandi cucine e le grandi credenze ove si perfezionano colle prove e si conservano colla pratica i buoni metodi sì di preparazione che di combinazione dei cibi”, i ricercatori Cardani e Massari, nel 1865, descrivono così il cibo quotidiano dei contadini lombardi: ”pane di granoturco malcotto, umido e rancido, e minestra nella quale si ammaniscono le materie più scadenti, quando non siano anche nocive, riso e pasta della peggiore qualità, legumi vecchi e guasti, verdure non lavate, un po’ d’olio o di lardo rancido, ecco la minestra che si prepara a chi lavora sui campi del fittabile…”

Centocinquant’anni dopo il cibo è diventato forse il principale elemento identitario nazionale. Lo si celebra in ogni occasione, è linguaggio e gusto che unifica in tempi di federalismo. Le celebrazioni dei nostri primi 150 anni lo vedono protagonista come nel caso dell’Ordine professionale dei maestri di cucina ed executive chef (aderente alla Federazione Italiana Cuochi, FIC)  che, in collaborazione con il Comitato delle celebrazioni Artusiane presieduto da Forlimpopoli, città natale del grande gastronomo, promuove in contemporanea nella settimana del 17  marzo sul territorio nazionale, una serata conviviale, a scopo di beneficenza, denominata “Auguri Italia da Pellegrino Artusi”, a cui hanno aderito oltre cento città italiane.
Ma menu e cene sono le proposte di moltissimi altri locali, tra cui abbiamo scelto: il progetto delle Osterie Unite d’Italia, 46 osterie di tutte le regioni che si alterneranno nelle sale della cantina di Fontanafredda, nelle Langhe, per tutto l’anno per presentare le proprie specialità; il Garibaldino, il panino tricolore fatto con bresaola della Valtellina, unita al verde della rucola, il rosso del pomodoro e il bianco della mozzarella, proposto dalla catena Panino Giusto; le serate sabaude del Café & Bistrot torinese Bicchier di vino; la torta di mandorle di cui Mazzini mandò dall’esilio la ricetta alla madre, insegnatagli da una ragazza della Svizzera francofona, oggi riproposta dall’antica Pasticceria Liquoreria Marescotti di Genova, proprio con il nome di Torta Mazzini, e suggerita in abbinamento con l’eccellente Carpano Antica Formula, creato nel 1786 da Benedetto Carpano e prodotto oggi in quantità limitata da Fratelli Branca Distillerie.

E, a proposito di bevande, per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, l’associazione Città del Vino, oltre ad organizzare eventi in moltissimi comuni aderenti, ha ideato la bottiglia ‘Taglio per l’Unità d’Italia’, una speciale cuvèe, che rappresenta l’essenza dell’Italia del vino con i suoi territori, risultato di un raffinato assemblaggio eseguito personalmente da Roberto Cipresso che ha unito i vini prodotti esclusivamente con più di 20 vitigni autoctoni italiani messi a disposizione da oltre 30 aziende selezionate da lui stesso in rappresentanza di tutte le regioni italiane.
Donatella Cinelli Colombini ha ideato il Brunello Camicia Rossa, una piccola selezione di 1000 esemplari di un grandissimo Brunello di Montalcino 2006, vendemmia cinque stelle, da dedicare agli antenati garibaldini Angelo e Guelfo Guelfi.
Le Tenute Sella, nate a Lessona nel 1671, da sempre proprietà della famiglia di banchieri di Biella, hanno inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una cassetta in noce biellese di 150 anni, fatta preparare appositamente in un laboratorio artigianale. Sul coperchio, una targa in argento cesellata a mano, con la frase dello scrittore Mario Soldati grande appassionato di vino, “il vino, specialmente in Italia è la poesia della Terra”. Dentro tre bottiglie di “Lessona”: una magnum di riserva “Omaggio a Quintino Sella” 2005, una datata 1961 a commemorare il Centenario e una datata 1925 in onore all’anno di nascita del Presidente della Repubblica Italiana.
Mentre Lavazza ha messo in commercio, in edizione limitata, la tazzina tricolore, per rendere omaggio al Paese a cui è legata fin dal 1895, anno in cui Luigi Lavazza fondò nel centro di Torino, in via San Tommaso 10, quella che oggi è diventata l’azienda leader mondiale dell’espresso italiano.

La città piemontese festeggia il 150° con l’anteprima di CioccolaTò: dal 17 marzo al 3 aprile campeggia un’enorme Italia interamente in cioccolato, lunga oltre 13 metri e dal peso di 14 tonnellate.
Teatro dell’opera d’arte gastronomica è Piazza Vittorio: la golosa Italia si presenterà con la riproduzione della sua forma a stivale e quella di  alcuni fra i suoi principali monumenti, vanto dell’arte e dell’architettura italiana nel mondo, fra cui la Mole Antonelliana, il Duomo di Milano, il campanile di San Marco a Venezia, il Faro di Genova, la Fontana Maggiore a Perugia, il Colosseo, il Maschio Angioino di Napoli ed altri ancora.
Anche le organizzazioni hanno profuso impegno verso la ricorrenza. Coop Italia ha presentato la nuova edizione di “Coop for words”, il premio letterario per scrittori e fumettisti under 36 promosso da Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e, da quest’anno, anche Coop Lombardia. Il premio, aperto ai giovani autori emergenti, ha come tema “Parole per l’Italia”. Gli autori esordienti potranno dare spazio alla propria creatività, rivolgendo un pensiero all’Italia – quella reale, quella immaginaria, quella che verrà – e portando le proprie riflessioni sul significato dell’appartenenza.

Infine Coldiretti, nella notte del Tricolore, a Reggio Emilia, organizza il mercato Campagna Amica con prodotti e produttori provenienti da tutta Italia, dalle ore 14 alle 22 del 16 marzo, in piazza Martiri 7 luglio; in contemporanea, al Teatro Valli, dal presidente nazionale di Coldiretti Sergio Marini verranno assegnati due riconoscimenti a Massimo Bottura, cuoco modenese, e Luca Cammarata, giovane agricoltore siciliano.
Il premio è per il loro impegno a cambiare quell’agroalimentare italiano, che 150 anni fa significava arretratezza e fame, portandolo a primati mondiali.
Queste sono solo alcune delle iniziative che riguardano il cibo e le bevande dedicate all’Unità d’Italia. Un impegno per tenere viva la memoria del Paese, quel Paese che Tonino Guerra descrive così: “Noi non abbiamo il petrolio, abbiamo la bellezza! Ragazzi, la bellezza è una preghiera, se non la capiamo e la trascuriamo crollerà tutto.”

Luigi Franchi

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