Josè Graziano Da Silva è il nuovo direttore generale della Fao

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direttore-generale-fao-jose-graziano-da-silva“È un grande privilegio e onore poter lavorare alla Fao. Sono onorato di questa opportunità e convinto che la Fao possa dare un significativo apporto nella sicurezza alimentare e promuovere la diffusione di un’agricoltura sostenibile”: con queste parole il nuovo direttore generale della Fao, Josè Graziano da Silva, brasiliano, di formazione economista e agronomo, si è rivolto ai giornalisti presenti alla prima conferenza stampa del suo insediamento, trasmessa in streaming nelle versioni spagnola e inglese.
Da Silva ha confermato l’obiettivo ambizioso di dimezzare, entro il 2015, il numero delle persone che patiscono la fame, e di rilanciare il dialogo con gli Stati membri dell’Onu: “Non c’è tempo da perdere – ha dichiarato – Vogliamo unire le nostre forze con quelle dei governi nazionali per combattere la fame nel mondo. Lavoreremo a stretto contatto con gli Stati, coinvolgendo nel nostro programma le fondazioni e i soggetti privati. La sicurezza alimentare deve applicarsi nella vita di tutti i giorni, anche a livello locale”.
Negli obiettivi perseguiti nel nuovo corso della Fao ci sarà la collaborazione tra gli Stati in via di sviluppo, tra quanti hanno lottato con successo contro la fame e quanti si apprestano a farlo (“le nazioni di tutto il mondo devono capire che sradicare la fame è un grandissimo investimento politico ed economico” ha sottolineato il direttore). Lo scambio di informazioni, di progetti e di personale tra queste nazioni sarà così incrementato, al fine di promuovere forme diverse di produzione agricola, efficienti ed ecosostenibili.
“To cut”, verbo inglese che significa “tagliare”, così popolare in questi giorni di manovre e riduzioni della spesa pubblica, è stato adoperato da Silva una sola volta, con la promessa di ridurre i costi della burocrazia interna alla Fao. L’obiettivo è quello di aumentare l’influenza e la capacità operativa delle sedi regionali e la collaborazione con gli enti locali.
Operazione che potrebbe liberare risorse utili ai programmi stabiliti, ed estendere la portata di “Zero Hunger Programme”, il programma che ha portato 24 milioni di brasiliani sopra alla soglia di povertà, in altre regioni del mondo.
Alla richiesta se il programma potesse essere applicato anche agli altri Stati, Graziano da Silva, che ne è stato il curatore principale negli anni in cui è stato ministro del governo Lula, ha risposto che “ogni nazione deve trovare la propria strada per eliminare la fame dei suoi cittadini, non c’è una regola generale. È necessario che tutta la società venga coinvolta in questo processo, perché i più deboli sono anche i più difficili da individuare: non hanno un conto corrente, non hanno una casa, sono dati per dispersi dai loro stessi famigliari. Sindacati, volontari, uomini di chiesa, persone comuni possono metterci in contatto con chi ha bisogno, e consentire la messa in opera dei nostri progetti più ambiziosi”.
Un tono di novità il nuovo direttore della FAO lo ha portato parlando di come intende affrontare un tema cruciale, quello del “land grabbing”, l’acquisizione di enormi estensioni di terreni, soprattutto in Africa, da parte di grandi imprese e nazioni straniere: a fine marzo, ha precisato Graziano da Silva, verrà presentato un codice volontario, a cui stanno lavorando paesi membri e organizzazioni internazionali della società civile, di linee guida per il diritto proprietario della terra.
Jacopo Franchi
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