La guerra del Tiramisù si vince a Milano

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L’estate ha fame di notizie futili, così anche l’idea che il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha lanciato alle agenzie qualche giorno fa sulla volontà di tutelare un patrimonio del territorio come il Tiramisù, richiedendo la STG (Specialità Tradizionale Garantita), ha scatenato, per la goduria dei molti giornalisti annoiati, una guerra mediatica e non solo.

Nato a Treviso, ben due le rivendicazioni, i ristoranti Camin (1962) e Le Beccherie (1970), no, in Friuli Venezia Giulia, anche qui due locali, Albergo Roma (1951) e Vetturino (1940). Anni fa leggevo di un folkloristico nostro conterraneo, tal Iannaccone, che giocando sull’ignoranza degli americani, ma incappando nella severe giustizia di internet, cercava di far passare che lui, a Baltimora, ne fosse l’inventore.

A parte i sorrisi che le persone normali riservano a queste notizie, la questione è seria ed attiene al dolce che più di ogni altro rappresenta il Made in Italy nel mondo.

Io stesso ne sono ossessionato, al punto che spesso quando, alla fine di un pasto, mi sento dire che tra i dolci è presente, non resisto e, a rischio di mangiarne di mediocri, lo ordino senza curarmi di altre prelibatezze in carta.

Ad avvalorare ancor più la potenza di questo piatto anche il GVCI, Gruppo Virtuale Cuochi Italiani, lo ha scelto come unico dolce, finora, per celebrare l’ultima edizione della Giornata Internazionale delle Cucine Italiane http://idic.itchefs-gvci.com/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=18&Itemid=327

Non basta, un’azienda austriaca produce una serie di biscotti che vende con tanto di confezione che cita “per Tiramisù“, e so che un’italiana sta facendo altrettanto, quando noi stiamo ancora a perder tempo se sia meglio un savoiardo o un pavesino. Insomma la solita atavica e individualista brutta abitudine di farci la guerra su tutto.

Sul Tiramisu ce la facciamo non solo sulla primogenitura della ricetta, ma anche sugli ingredienti. Al Veneto ha risposto il Friuli Venezia Giulia, poi si è intromesso il Piemonte, per via dei savoiardi, appunto e, poi, la Lombardia con Lodi, per via del mascarpone.

Vedremo dove ci porterà questa guerra e chi la spunterà, intanto, vedo con favore due cose, la prima che se ne parli e si affronti il problema di tutelare e promuovere i nostri prodotti con forza, la seconda che per il momento e per quanto mi riguarda una battaglia la vince un piccolo geniale imprenditore di Milano che da due o tre anni porta avanti un’attività meritoria, un piccolo negozietto dedicato esclusivamente al Tiramisù, il Paradiso del Tiramisù, che oggi, dopo un primo trasloco da via Vela, si trova in via Lecco 5. Si può consumare in loco ad una modica cifra, si può asportare, ce lo si può far spedire, ma, soprattutto, se ne può godere in ogni momento.

Per definire la questione, suggerisco ai contendenti di venire a Milano, dove non si sta mai con le mani in mano e, invece di farsi la guerra, sedersi in compagnia di Matteo Maggiolina e gustarsi un dignitoso democratico Tiramisù, buono e italiano.

 

Aldo Palaoro

 

 

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