L’export traina il fatturato delle industrie AIIPA

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Una crescita dell’1,6% del fatturato, fino a superare i 18,1 miliardi di euro, pari al 13,7% del giro d’affari complessivo dell’industria alimentare italiana. Sono soddisfacenti e incoraggianti i dati consuntivi 2014 sull’andamento dei settori rappresentati, resi noti nei giorni scorsi da AIIPA, Associazione italiana industrie prodotti alimentari. Alla positiva inversione di tendenza (il 2013 si era concluso in flessione dello 0,79%) ha dato un contributo determinante l’export, che, con un incremento del 3,9% sull’anno precedente (superiore, dunque, al +3,5% del totale del settore alimentare), ha sfiorato i 5 miliardi di euro. È invece sostanzialmente stabile il numero degli addetti: oltre 35mila, pari al 9,3% degli occupati (circa 385mila) dalla food industry attiva in Italia.
Considerando i singoli comparti rappresentati dall’associazione, l’incidenza più significativa spetta ai “prodotti vegetali” (24,1%), seguiti da “nutrizione e salute” (18%), “caffè” (17,4%), “preparazioni alimentari” (15,1%), “surgelati” (14,3%) e “prodotti alimentari” (10,6%). Tutte e sei le famiglie mostrano, sebbene in misura varia, un trend positivo rispetto al 2013. Si va, infatti, dal +0,5% di “nutrizione e salute” e dei “surgelati”, al +1,3% delle “preparazioni alimentari”, dal +2,0% del “caffè” e dei “prodotti alimentari”, fino al +3,0% dei “prodotti vegetali”.
“In un quadro di generale stagnazione della domanda interna, l’export ha dato un contributo fondamentale alla crescita dei nostri settori, che è stata superiore alla media dell’intera industria alimentare – ha commentato il presidente uscente di AIIPA Cesare Ponti –. Per continuare a crescere è indispensabile agire con decisione, unendo gli sforzi delle imprese e delle istituzioni, affinché siano valorizzate sui mercati internazionali le nostre produzioni e create le condizioni perché la domanda di qualità italiana presente nel mondo sia soddisfatta. In particolare, dobbiamo avvicinarci a competitor che hanno proiezioni sull’export superiori alle nostre: l’Italia porta all’estero solo il 20,5% del fatturato alimentare, contro il 33% della Germania e il 27% della Francia”.
Se, dunque, il mercato domestico non offre più grandi possibilità di crescita ma i prodotti alimentari nostrani restano tra i più conosciuti e apprezzati dai consumatori internazionali, il presidio dell’estero si dimostra un obiettivo prioritario per le imprese alimentari italiane. A tal proposito, Enrico Valdani, partner di Valdani & Vicari Associati e docente di Economia e Gestione aziendale all’Università Bocconi, ha sottolineato, dati alla mano, che il 50% delle imprese esporta, ma ben il 15% di queste, una volta entrato nei mercati internazionali, incontra oggettive difficoltà nel perseguire strategie efficaci e nell’affermare relazioni stabili, con la conseguente interruzione di relazioni commerciali all’estero. Per consolidare questa presenza, quindi, è necessario apprendere i fattori critici di successo, conoscere in profondità i bisogni della clientela, dotarsi di una struttura professionale qualificata e definire strategie coerenti alle risorse e alle capacità dell’impresa.
L’assemblea annuale di AIIPA e il suo 70esimo anniversario sono stati anche l’occasione per un cambio al vertice dell’associazione. A Cesare Ponti, infatti, è succeduto Marco Lavazza, vicepresidente della Luigi Lavazza. “Questo incarico – ha commentato – mi offre l’opportunità di portare avanti idealmente l’eredità intellettuale di Emilio Lavazza, che ha ricoperto questo ruolo dal ‘91 al ‘99”.

Mariangela Molinari

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