L’olio italiano non vuole suicidarsi.

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No al killeraggio di un prodotto di eccellenza.

L’oliva che si punta la pistola alla tempia è l’olio suicida italiano. Il prestigioso quotidiano New York Times ha pubblicato, sul suo portale, una serie di vignette elettroniche su un prestigioso prodotto made in Italy che, ad avviso del disegnatore Nicholas Blechman, si sta “suicidando” (“Extra virgin suicide”). Inequivocabile un’altra immagine con oliva e tibie (pericolo di morte)… Il danno di immagine è enorme per la vasta eco che ha suscitato all’estero il fumetto di NYT, ripreso e rilanciato sulla rete Internet.

Il disegnatore, per documentarsi, ha chiesto delucidazioni all’oleologo Tom Mueller che ha pubblicato ora il libro “Extraverginità” (sottotitolo “Il sublime e scandaloso mondo dell’olio di oliva” EDT 2013, pp 272, € 18)), presentato da Unaprol presso la Camera dei deputati. Prefazione della giornalista d’assalto Milena Gabanelli; il libro rivela l’amore per questo prodotto ma non tace sulle malefatte.

Mueller però ha preso le distanze dalle vignette perché non le ha viste prima che fossero pubblicate e perché non si può fare di tutte le erbe un fascio, unire eccellenze e frodi; d’altronde le accuse mosse non riguardano il vero olio extravergine di oliva, prodotto in Italia, bensì quello che viene spacciato fraudolentemente per made in Italy negli Usa e non solo.

Quello della contraffazione e dell’italian sounding è un problema enorme e reale, che va contrastato; la legge Mongiello (bloccata a Bruxelles) va in questa direzione, come ha evidenziato la sua curatrice Colomba Mongiello che vuol scrivere un libro sul faticoso iter della sua legge.

Nell’incontro stampa con Mueller si è parlato anche di grandi marchi italiani di extravergine, in mano straniera, che non contengono olio italiano. Unaprol, dal canto suo, ha fatto un’indagine sulle bottiglie di olio in vendite nei supermercati in 5 città italiane, nel 50% c’è olio con “grandi difetti”.

Insomma, quello raccontato dalle vignette inglesi non è un suicidio ma un tentativo di “omicidio”. Tanto che per oggi venerdì 31 gennaio Confagricoltura ha convocato con urgenza la sua Federazione di prodotto olivicola e non ci sta al “killeraggio” di un prodotto di eccellenza. Ed il suo presidente Donato Rossi, alla vigilia, commenta: «Siamo davvero esasperati nel dover combattere anche contro gli attacchi della cattiva comunicazione che vanno a tutto vantaggio dei nostri principali competitor».

Monica Menna

 

 

 

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