La manovra Monti brucerà il 10% dei guadagni del settore agricolo

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sergio-marini-manovra-montiL’Italia nell’agricoltura vanta molti primati: quello dei prodotti tipici (234 tra Dop e Igp), quello del maggior numero di aziende impegnate nel biologico (circa 50mila), quello della ricchezza prodotta per ettaro di terreno (12,7 milioni di ettari coltivati).
In totale le aziende agricole registrate sono circa 1 milione e 600mila, l’agricoltura rappresenta il primo settore del paese e contribuisce per il 3,5% alla realizzazione del Pil (15% insieme a tutto l’agroalimentare).
Ora, con la manovra salva Italia di Monti, le associazioni – Coldiretti, Confagricoltura e Cia – lanciano l’allarme: 500 mila piccole imprese sotto i 20 ettari saranno a rischio di sopravvivenza, poiché la nuova Imu e l’aumento dei carburanti bruceranno il 10% dei guadagni nel settore agricolo, mettendo a rischio gli investimenti che in questi ultimi anni tate aziende del settore hanno apportato a favore della sicurezza alimentare, della sostenibilità ambientale e dell’innovazione.
A tale proposito, Sergio Marini, presidente di Coldiretti, va giù pesante nel commentare gli effetti della manovra: “in pratica viene attuata una duplicazione di imposta sui fabbricati rurali, il cui reddito era già ricompreso in quello dei terreni”.
Secondo le stime di Coldiretti, il tutto porterebbe ad un aumento complessivo di un miliardo di euro che si somma al calo degli occupati dell’ultimo anno e del reddito procapite degli agricoltori calato di oltre il 10%” rispetto al periodo anticrisi.
Per il Presidente di Altroconsumo Paolo Martinello “nel 2012 ci si deve aspettare un aumento del 4-5% del costo dei prodotti agricoli. Qualche punto in più dell’inflazione”.
Motivo in più per puntare di più sulla filiera corta.
A tutti i livelli, anche nella ristorazione, dove qualche sporadico esperimento è già stato fatto: lo scorso maggio alcuni progetti organizzati da Ascom, Coldiretti e Confesercenti hanno visto chef impegnati ad offrire alla loro clientela menù di stagione con prodotti locali. Purtroppo si tratta ancora di progetti “a termine”, come i menù a “km zero” nelle mense delle scuole di Bergamo, dove agli alunni delle elementari e medie nell’anno scolastico 2011/2012 verrà proposto una volta al mese un menù a base di piatti del territorio.
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