Michele Ferrero e la signora Valeria

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Siamo in tanti a ricordare quel gran genio di Michele Ferrero, di cui oggi mercoledì 18 febbraio 2015 si celebrano le esequie, patron dell’omonima casa-azienda che, dal dopoguerra ad oggi, è diventata un colosso da oltre 8 miliardi di fatturato, dove sono nati alcuni dei marchi più noti al mondo – Nutella, Mon Chéri, Kinder, Ferrero Rocher,  solo per citarne alcuni – con intere piantagioni di noccioleti da lui individuate in Cile per avere la materia prima sempre fresca e che, all’inizio dell’estate, ritira dagli scaffali dei supermercati “tutto il nostro prodotto di cioccolato all’inizio dell’estate, per evitare che si sciolga, per evitare che la Valeria resti delusa e trovi qualcosa che non è all’altezza. Per evitare che ci associ con qualcosa di sciolto, di rovinato, con qualcosa che non vale la pena comprare” raccontava in una bella e rara intervista (non ne concedeva molte e appariva poco sui media) al direttore della Stampa, Mario Calabresi.
Ma chi è la Valeria? È la signora della spesa, in cui Michele Ferrero si identificava per ogni sua scelta strategica. Prima di immettere sul mercato le sue creazioni le assaggiava, le faceva assaggiare ai suoi dipendenti a cui dedicava il massimo del suo tempo, prestava la massima attenzione alla virtuale e virtuosa signora Valeria perché, sosteneva, “è lei che decide che Wal-Mart sia il più grande supermercato del mondo, che decreta il successo di un’idea e di un prodotto e se un giorno cambia idea e non viene più da te e non ti compra più, allora sei rovinato. Sei finito senza preavviso, perché non ti manda una lettera dell’avvocato per avvisare che taglia il contratto, semplicemente ha deciso di andare da un’altra parte, di non comprarti più”.
Un metodo che molti analisti definirebbero artigianale, con quella punta di sufficienza che liquida ogni cosa che non è marketing o business-plan. Eppure è il consumatore, è sempre lui che ha l’ultima parola, che sta cambiando ancora oggi le sorti dell’economia, spendendo meno, in maniera più oculata, per necessità nei mesi e negli anni scorsi e che, ora, sta imparando un nuovo modo di consumare.
Ecco, se dovessimo dire quale, tra le tante preziose eredità che ci ha lasciato Michele Ferrero, è la più importante ci viene da pensare alla signora Valeria.

Luigi Franchi

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