Parmigiano Reggiano: le linee guida del Consorzio

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Trasformare la notorietà in reddito. Questo è stato il tema discusso nell’Assemblea dei soci del Consorzio del Parmigiano Reggiano, dal quale si sono gettate le basi per le linee guida del comparto, orientate su un nuovo equilibrio tra produttività, territorio, innovazione, nuovi stili di consumo, qualità-prezzo, relazioni commerciali e comunicazione.
Alla base, i numeri: l’agroalimentare italiano vale 33,5 miliardi di euro grazie anche ai prodotti a denominazione di origine protetta (siamo il Paese con il numero maggiore di DOP al mondo, ricordiamolo), la previsione 2014 per il numero di forme di Parmigiano si aggira a 3.250.000 contro le 3.279.000 prodotte nel 2013, quindi lievemente in calo, ma i consumi interni in questi primi due mesi dell’anno sono stabili con un +0,2% e l’export fa registrare un buon + 5,62%.

Precise le intenzioni del Presidente Giuseppe Alai: “Il quanto produrre lo abbiamo già stabilito, così come il come (con un disciplinare sempre più rigido nei vincoli con il territorio sia per la produzione che il confezionamento): oggi siamo impegnati su quali mercati e quali consumatori, con azioni specifiche sulla comunicazione (sempre più orientata sulle caratteristiche del prodotto e su testing in store piuttosto che su una notorietà ampiamente acquisita) e su nuovi accordi commerciali” soprattutto all’estero.
L’obiettivo del Consorzio in questo senso prevede di portare nei prossimi 5 anni la quota di export al 50%: per raggiungerlo, sono in corso accordi con gli esportatori italiani nonché nuove intese con la grande distribuzione estera verso condizioni economiche accessibili al fine di evitare il rischio di speculazioni sui prezzi.

E si attende l’esito della pressione che l’Unione Europea sta esercitando sugli Stati Uniti, dove la legislazione permette la produzione di formaggi con denominazioni simili a quelle del Parmigiano Reggiano (e tra queste anche “parmesan”). “Una battaglia – ha concluso Alai– che va sostenuta incisivamente, perché è con questi nuovi accordi diplomatici che si può raggiungere un obiettivo altrimenti impensabile”.

Alessandra Locatelli

 

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