“Parmigiano solidale”, bilanci di un anno a più velocità

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All’annuale appuntamento con la stampa, il Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano traccia un bilancio del 2012. Un anno a tinte fosche che segnerà la memoria di molti, soprattutto di chi ha subito il terremoto con danni valutati per oltre 100 milioni di euro e 120.000 forme di formaggio distrutte. I caseifici stanno vendendo con prezzi in calo del 15% anche se le vendite sono ai livelli dell’anno precedente, ma per fortuna il mercato estero cresce del 7-8%  accendendo speranze su un futuro ancora buio.
“Il 2012 è stato un anno partito bene ma che si è concluso in modo meno brillante – dice Giuseppe Alai, presidente del Consorzio – soprattutto se si pensa che i costi alla produzione sono aumentati  e i margini per gli operatori della filiera sono calati considerevolmente”. La produzione dell’anno appena terminato ha segnato un incremento del 2,3% rispetto al 2011 con oltre 3,3 milioni di forme marchiate e se non ci fossero state le vendite “solidali” del post terremoto i dati sarebbero stati ancora più negativi.

Pur essendo un prodotto di eccellenza conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, le quotazioni del Parmigiano Reggiano non sono sempre remunerative e allineate alle quantità del prodotto presente nel mercato. Per questo uno degli impegni che il Consorzio porterà avanti a cominciare da quest’anno sarà programmare la produzione con una previsione quantitativa di equilibrio nel mercato in modo da controllarne il prezzo di vendita e far sì che sia equo per domanda e offerta.
Un altro obiettivo, come ha spiegato Riccardo Deserti, direttore generale del Consorzio, sarà promuovere il prodotto sui mercati esteri. Visto e considerato che negli ultimi 5 anni la crescita del comparto è stata del 94% assorbendo quasi il 33% dell’intera produzione,  “l’impegno del Consorzio è di sostenere la produzione di caselli non sempre in grado, per capacità dimensionale, di presentarsi nei mercati esteri, specialmente  in quei paesi lontani come gli Stati Uniti che ormai rappresentano il secondo mercato dopo la Germania,  o in paesi dal forte potenziale di crescita come la Cina, pur avendo culture alimentari ancora molto distanti dalle nostre”.
Tra gli altri obiettivi del Consorzio, la promozione del prodotto in canali di consumo potenzialmente interessanti e la comunicazione di concetti ancora poco conosciuti al consumatore medio. Sopra agli altri la qualità e il valore nutrizionale del Parmigiano Reggiano. Un messaggio di forte distintività rispetto i formaggi concorrenti a grana dura che il Consorzio vuole lanciare al pubblico giovane ritenuto ancora poco informato sulle caratteristiche di questa eccellenza tanto copiata nel mondo.

Roberto Martinelli

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