Prodotti bio: al via la tracciabilità elettronica

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Una piattaforma informatica nazionale per prevenire il rischio di frodi nel settore bio. È il sistema presentato da FederBio e Accredia lo scorso 13 febbraio a Biofach 2015, per favorire la crescita del biologico come sistema produttivo rispettoso della salute, dell’ambiente e dei consumatori.
La piattaforma, tesa a garantire la tracciabilità delle produzioni e delle transazioni per le produzioni biologiche a maggior rischio di frode (cereali e materie prime per mangimi in primis), integra il database di Accredia, che contiene i documenti di certificazione, e le sanzioni degli operatori del biologico italiano, in un progetto che ha contato sulla partecipazione diretta dei principali organismi di certificazione del settore e delle imprese di filiera.
Dalla fine di febbraio, dunque, sarà possibile verificare in tempo reale le quantità prodotte e commercializzate, tanto più che 42mila imprese hanno già inserito i propri dati sulla certificazione. “Dopo quasi due anni di lavoro e la partecipazione di una società di informatica austriaca per poter rendere da subito agibile anche al mercato europeo la piattaforma – spiega Paolo Carnemolla, presidente di FederBio –, siamo finalmente in grado di offrire alle imprese e ai consumatori uno strumento valido per ridurre in maniera molto rilevante il rischio di frodi per filiere che negli ultimi anni hanno subito l’attacco di gruppi criminali sui quali sta indagando anche la magistratura”.
Al momento il progetto è unico in Europa e tende a coinvolgere la totalità degli operatori del comparto cereali e materie prime per mangimi, a partire dai test che verranno effettuati dalla prossima estate.
“Una piattaforma in grado di connettere le informazioni e i data base tra i diversi organismi di controllo e le aziende agricole – commenta Francesco Torriani, presidente del Consorzio Marche Biologiche – va verso una certificazione con un miglior funzionamento e quindi efficacia in termini generali. Il suo obiettivo, dunque, è assolutamente condivisibile: rendere il sistema più trasparente e permettere ai diversi organismi di controllo coinvolti nei vari anelli della filiera una verifica incrociata e con una tempistica più veloce e legata al ciclo produttivo. Una possibilità, questa, non consentita dal sistema cartaceo, che con i suoi tempi sfasati permette di individuare l’eventuale frode quanto il prodotto è ormai stato venduto”. Detto questo, però, Torriani individua nella piattaforma un possibile elemento di criticità. “Il sistema presentato non è obbligatorio, ma volontario. Ogni produttore, sia azienda agricola che cooperativa o società, dispone già di un proprio gestionale con cui registrare i flussi delle materie prime. Sarebbe stato interessante trovare un sistema che potesse connettere tra di loro le diverse piattaforme già esistenti, senza la necessità, come in questo caso, di acquistarne una nuova. Che ha senza dubbio i suoi aspetti positivi, perché uniforma tutto il meccanismo, ma non è scontato che tutti la utilizzino”.

Mariangela Molinari

 

 

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