Sachertorte: la sfida

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sacher-hotel-sacherLa Sacher non è solo una torta universalmente famosa, simbolo di una città, Vienna, che grazie ad una storia favorevole ha prosperato per secoli offrendo le migliori condizioni per uno sviluppo in tutte le arti, compresa quella pasticciera, è, per me, un ricordo importante che, in qualche modo, ha cambiato la mia vita. Recandomi nella capitale austriaca per una breve vacanza, non potevo, dunque, esimermi da un rito celebrativo immancabile per ogni turista, ineluttabile per il sottoscritto.
Ho fatto di più, però, approfittando dell’occasione, per sgombrare definitivamente il campo da rivendicazioni, leggende metropolitane, imitazioni servili, indicazioni fatte ad arte.
Ho messo alla prova la Sachertorte dell’Hotel Sacher e quella che alcuni indicavano come la miglior concorrente, anzi, addirittura, quella veramente originale, la Sachertorte della pasticceria Demel.

La pasticceria Demel, nata nel 1786, si trova accanto a Michaelerplatz, con vista sull’Hofburg, fa parte di una società che detiene diversi locali, affonda la sua storia in quella imperiale, essendo stata per decenni uno dei laboratori preferiti a corte. La storia dell’Hotel Sacher e del suo caffè è più recente, la celebre torta fu, comunque, inventata nel 1832, per soddisfare una precisa richiesta del cancelliere Metternich che desiderava deliziare gli ospiti importanti dell’Impero con un dolce da ricordare. Se pensiamo che oggi il solo Hotel Sacher ne produce 360.000 all’anno, direi che l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto.

Veniamo al punto, la prova d’assaggio.

Non avevo bisogno di riprovare quella che è definita The Original Sacher-Torte dell’omonimo Cafè.
Mettiamola così, avevo bisogno di un ripasso. La torta viene servita tagliata fresca, la precisazione è importante, perché spesso le fette di torta delle pasticcerie di questo angolo di Europa, che va più o meno da Bolzano a Praga, sono pretagliate e semiconfezionate, ancora in forma circolare, ma divise una ad una da sottili fogli di plastica alimentare trasparente.

Accanto alla fetta una porzione abbondante di panna montata, anch’essa fresca e non da bomboletta, per intenderci, accompagna la degustazione. Il colore è scuro, sia della glassa di copertura che dell’interno. Alla vista laterale si nota la farcitura di confettura di albicocca sia sotto la copertura che in mezzo alla torta. Al taglio la fetta è compatta, si divide senza rompersi, senza sbriciolarsi. In bocca la consistenza da una infinitesima e piacevole sensazione granulare, in particolare la famosa glassa è uno spettacolo da vedere e da gustare.

Con o senza panna, a seconda del gusto, è ottima.

Ci rechiamo da Demel, un luogo certamente meno pretenzioso anche se l’aspetto della pasticceria è in tipico stile vecchio impero. La fetta di torta arriva già tagliata, tra i fogli plasticosi sopra descritti, senza panna… Il colore non è quello rassicurante dell’altra torta, ma più smorto, chiaro, quasi usassero soprattutto cioccolato al latte, la glassa è meno consistente già alla vista, l’interno appare più asciutto e lo sarà anche al gusto, con poca confettura un po’ sparsa nel composto. Al palato è meno pastosa, quasi secca, compatta, senza quella piacevole friabilità provata per la torta dell’Hotel Sacher. La glassa non rimane un tutt’uno con il resto del dolce, ma si stacca troppo.

Insomma, una delusione, anzi no, una conferma, l’Original Sacher-Torte è solo una quella dell’Hotel Sacher, facile da trovare, dietro l’Opera. Per chi non potesse farne a meno, però, faccia come più volte ho fatto io, facendo sempre colpo, se ne faccia spedire una.

Aldo Palaoro

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