Safety for food Barilla

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Il debutto di “Safety for food”, il nuovo sistema di tracciabilità fruibile su tablet e smartphone firmato da Barilla in collaborazione con Cisco, CTO Penelope e NNT Data, e presentato in occasione di Expo su un’edizione limitata di Pasta e Sugo al basilico è stato accolto con favore e vissuto quale spunto per più ampie riflessioni. Anche Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, lo ha giudicato positivamente, sottolineando come il progetto vada incontro all’esigenza, sentita sia dai consumatori che dall’intera filiera agroalimentare, di avere informazioni esaustive sui prodotti in vendita. “La sicurezza alimentare (ovvero la tracciabilità e rintracciabilità in caso di bisogno per bloccare i problemi sul nascere) deve coniugarsi all’informazione – ha affermato Guidi – rispondendo alle richieste dei consumatori di sapere da dove vengono le materie prime del prodotto e quali sono le loro caratteristiche e la loro conformità ai criteri di sostenibilità ambientale. C’è tutta una mole di notizie utili che solo parzialmente possono essere divulgate in etichetta; da ciò la necessità di utilizzare le tecnologie e la rete web per un approccio innovativo e multimediale al ‘safety for food’”.
L’iniziativa di Barilla, dunque, si inserisce in uno scenario composito, in cui l’innovazione gioca un ruolo decisivo dal campo fino alla tavola. “Stiamo lavorando – ha aggiunto, infatti, Guidi – per concretizzare un’agricoltura 3.0. Già ne esiste una 2.0: basti pensare alle moderne stalle di produzione di latte, dove ogni fase del processo è controllata da potenti computer e gestita da personale qualificato e con un avanzato grado di scolarizzazione digitale; e non dimentichiamo come la conduzione di un trattore sia svolta da computer e satelliti che integrano informazioni provenienti direttamente dal campo e fornite da nuovi strumenti di analisi”. Fino ad arrivare all’irrigazione selettiva, si può aggiungere, che consente di lavorare con maggiori o minori dosi d’acqua e in maniera modulare, in base alle reali necessità del terreno, evitando sia sprechi che stress idrici da parte delle colture.
Tutto questo per dimostrare che la rivoluzione a cui siamo oggi chiamati in agricoltura (e nei successivi anelli della filiera) consiste, come ha osservato Guidi, nel coniugare tecnologie innovative e utilizzo razionale delle risorse. Un esempio su tutti: proprio il ricorso sinergico a satelliti, droni e sonde di misurazione dell’umidità e dello stadio vegetativo delle piante e delle colture consentirà di bloccare sul nascere più di una fitopatologia, anche grazie alla somministrazione delle giuste dosi di acqua, fertilizzanti, ecc.: con un concreto approccio sostenibile e a favore di una reale riduzione dell’impatto ambientale.

Mariangela Molinari

 

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