Vendite di vino in GDO: bene le DOC male quelli da tavola

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dati-vendita-vinoDa una ricerca condotta da SynphonyIRI  che verrà presentata ufficialmente durante il prossimo Vinitaly, saranno resi noti i primi dati di vendita di vino in Italia nel canale GDO.
Con più del 60% del totale delle vendite sul totale del mercato, la GDO si conferma il luogo privilegiato dove gli italiani acquistano vino e, come emerge dall’indagine sugli acquisti a scaffale, risulta evidente come il 2010 non sia stato un anno brillante,  ma nemmeno così catastrofico. Il totale delle vendite, come si evince dai primi dati divulgati della ricerca,  ha segnato  un – 0,9% a volume ma un + 0,4% a valore. I vini maggiormente penalizzati sono stati quelli di fascia bassa e da tavola, mentre i vini in bottiglia a denominazione d’origine sono aumentati del 2,3% a volume e del 3% a valore. Ma le vendite sono state ancor più pronunciate nella fascia oltre i 6 euro, raggiungendo una crescita del 11,2% sempre a volume (e del + 10,8% a valore).
Il mercato del vino quindi anche se risente come tutto l’alimentare della crisi è  ancora molto performante e ha notevoli assist da giocare. In particolare sono i vini di pregio e quelli più conosciuti dal grande pubblico. A dettare i migliori risultati nelle vendite alla GDO sono il Chianti , primo tra i leader  che a valore  ha superato  54 milioni di euro e il Lambrusco che a quantità si conferma ancora primo vino italiano con i suoi 14 milioni di litri venduti.
Vanno poi segnalati i vini emergenti, il cui tasso di crescita è indice di grande attenzione nella nuova enologia. Vini come  il Pignoletto,  i Syrah o gli Inzolia, appartengono a quei fenomeni  attestati dal consumatore moderno, che non solo si dondola davanti agli scaffali del reparto “vini”, ma apprezza e acquista.

Roberto Martinelli

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