World Processing Tomato Congress: l’Italia in prima linea

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Si svolgerà in Italia, dall’8 all’11 giugno, a Sirmione, il Congresso mondiale del pomodoro da industria, presentato a Milano nel corso di un incontro con la stampa al quale hanno partecipato i rappresentanti dei principali attori dell’evento, organizzato da AMITOM  e da WPTC (World Processing Tomato Council).
Dopo oltre 20 anni torna al nostro Paese l’onore di ospitare questo importante appuntamento per il settore. Onore ben meritato, essendo l’Italia il secondo produttore mondiale  dopo la California, in competizione con la Cina in rapida crescita.

Costantino Vaia, Past President di AMITOM, l’associazione no-profit che riunisce le organizzazioni di trasformazione del pomodoro del bacino del Mediterraneo, ha definito quest’avvenimento “Motivo di orgoglio e prova del ruolo fondamentale che il nostro Paese svolge all’interno del settore, in particolar modo nel nord della penisola, area che produce il 50% del pomodoro trasformato: esempio di valorizzazione del territorio e filiera strutturata che ne fanno il distretto di riferimento”.
Il ritorno del Congresso in Italia è, infatti, secondo Antonio Casana, vice presidente di AMITOM, una tappa fondamentale per lo sviluppo del comparto. L’innovazione tecnologica e la cultura dell’innovazione di prodotto che l’Italia ha dimostrato in questi anni saranno ampiamente documentati, materia di confronto nel corso del congresso la cui valenza internazionale è indiscussa per le tematiche di mercato e gli scenari futuri che porrà sul tavolo di discussione.

Sarà anche l’occasione per unire alla discussione economica un simposio scientifico che analizzerà le problematiche del settore e affronterà in particolare due sfide, come ha spiegato Guido Conforti, Responsabile Politiche di Filiera AIIPA Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari e IV gamma: “Si affronterà il tema dello sviluppo delle colture in relazione al problema della sostenibilità ambientale e sociale affinché possa convivere con la sostenibilità economica; e le prospettive di sviluppo della produzione e del consumo rispetto all’affacciarsi sul mercato di nuove realtà come l’India, il Brasile o l’Iran. In conclusione, si svolgerà un momento di confronto tra produttori, trasformatori e la grande distribuzione, che prenderanno in esame lo scenario a livello mondiale”.
Tra le proposte che saranno prese in considerazione in un’azione congiunta di valorizzazione del settore, l’ipotesi dell’attribuzione del marchio di indicazione geografica dell’origine del prodotto a livello europeo, particolarmente importante per l’etichettatura di un prodotto monoingrediente come il pomodoro conservato; misura che contribuirebbe a difendere il valore e la qualità del prodotto europeo e italiano in particolare.

Marina Caccialanza

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