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Adotta un vigneto: un’iniziativa di Finigeto, azienda dell’Oltrepo Pavese

Adotta un vigneto è una delle tante originali azioni che l’azienda Finigeto, sulle colline dell’Oltrepo Pavese, sta realizzando per una nuova cultura del vino.
Ogni persona interessata a capire di più del mondo del vino, dei suoi ritmi, delle sue stagioni, delle tecniche di produzione può adottare una o più porzioni di filari dell’azienda per crearsi il proprio vino. Si potrà seguire la nascita di un vino dalla vigna alla cantina e partecipare ai momenti più importanti della stagione vinicola: la potatura (da gennaio a marzo); la legatura (a marzo e aprile); la vendemmia (settembre e ottobre). Quando, dopo tanta cura, passione e fatica, il vino sarà pronto, si potranno ritirare le bottiglie personalizzate con il proprio nome e logo, e l’etichetta ufficiale dell’azienda vitivinicola.

Ma non c’è solo questo a Finigeto! La cura che il produttore Aldo Dellavalle, l’enologo Marco Terzoni, i dipendenti tutti dell’azienda mettono nel rendere bello questo luogo, nel farne un paesaggio sostenibile, nel produrre vini che nulla hanno a che fare con pratiche produttive invasive, anzi, non hanno pari.
Il progetto Love Nature ne è la dimostrazione lampante. Dal 2017 l’azienda, collocata a Montalto Pavese, ha scelto di adottare un proprio codice che prevede non solo l’utilizzo di prodotti naturali in campagna e cantina, ma che rispetta la biodiversità degli ecosistemi dei vigneti aziendali.
Con quali obiettivi? Ce li indica l’enologo Marco Terzoni:
riduzione almeno del 35% dei solfiti aggiunti: in cantina si adottano tecniche evolute per abbattere l’uso dei solfiti, pur mantenendo la perfetta conservazione del vino. Presentiamo solo vini la cui dose massima di solfiti aggiunti è inferiore almeno del 35% al limite previsto per legge;
• abolizione dei concimi di sintesi: in campagna usiamo solo concimi organici;
• mantenimento della fertilità dei suoli: l’azienda adotta tutti gli accorgimenti per ridurre l’erosione e per accrescere il mantenimento della fertilità dei suoli favorendo l’inerbimento multivarietale.
• eliminazione dell’uso di rame: nei trattamenti fitosanitari vogliamo eliminare completamente l’utilizzo di rame, essendo quest’ultimo un metallo pesante.
• mantenimento della biodiversità: incentiviamo nei nostri terreni la piantumazione di arbusti e piante al fine di migliorare la proliferazione degli insetti e degli uccelli.
• bioarchitettura: cerchiamo di ridurre al minimo l’utilizzo di cemento a favore di legno, pietra, ferro e vetro.
Oltre a questo c’è l’aspetto anche estetico che, nel vino, assume importanza rilevante quando una bottiglia finisce sul tavolo di un ristorante dove il buono si coniuga sempre di più con il bello.
Le bottiglie di Finigeto hanno un’eleganza ideale per le tavole dell’alta ristorazione.
Il contenuto, è superfluo dirlo, è un insieme di piaceri che vanno dal colore al gusto, moderno, fresco, ideale per abbinamenti audaci come solo l’alta cucina riesce a creare.
Croatina, Barbera, Pinot Nero, Riesling Renano, Chardonnay, e quattro spumanti a metodo classico e Metodo Martinotti rappresentano il cuore della produzione, a cui si affianca anche l’olio extravergine d’oliva, Keolio. Dal 2015 250 piante di varietà leccinopendolinomaurino e frantoio vanno ad aggiungersi agli ulivi già in produzione che circondano la cantina di vinificazione in località Cella. Riproducendo un paesaggio che, già nel 1500, caratterizzava le colline dell’Oltrepo Pavese. Una nuova scommessa per un’azienda che ha tanto da raccontare.
www.finigeto.com
Luigi Franchi

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