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Agugiaro&Figna: formazione, digitalizzazione, etica

“Le persone che lavorano con noi e per noi”. Comincia da qui la ricca conversazione con Riccardo Agugiaro, amministratore delegato di Agugiaro&Figna Molini spa, un esempio tangibile di lungimirante imprenditorialità di due famiglie che hanno unito le storiche competenze dell’arte molitoria dando vita ad un’azienda che vanta la massima specializzazione nel settore.
“Grazie alle persone, come dicevo. – prosegue Riccardo Agugiaro – I terribili giorni del lockdown sono serviti a qualcosa; a pensare al valore di avere fornitori seri, come, ad esempio, quelli che ci forniscono i sacchetti per le farine. In piena emergenza, con le difficoltà di lavoro e di spostamento, non ci hanno mai lasciato in difficoltà. Da questa riflessione siamo partiti per ridisegnare ogni tipo di rapporto interno ed esterno alla nostra azienda. Quei giorni sono stati importanti per capire che le persone, fornitori, clienti e soprattutto il nostro personale, devono diventare partner di un progetto complessivo e non semplici esecutori”.
È con questo spirito che in poco più di due mesi in azienda hanno elaborato progetti che ne cambieranno per sempre la strategia, anche andando incontro a scelte difficili e complicate, come abbandonare clienti decisamente significativi dal punto di vista economico e commerciale ma che non davano il giusto valore al prodotto.
“La farina è un prodotto che sta uscendo dalla dimensione di commodity ma resta pur sempre una materia prima di basso prezzo, mentre noi vogliamo che ne vengano riconosciuti le caratteristiche. Solo in questo modo usciremo da un mercato che, basandosi solo sul prezzo, è instabile. Vogliamo che i nostri valori siano riconosciuti e, per questo, abbiamo deciso di investire su aziende e persone – distributori, clienti, fornitori, scuole di pizzaioli – che credono in noi, nelle nostre azioni, nella nostra politica di produzione” racconta l’amministratore delegato.
Da questa filosofia prendono il via le azioni che Riccardo Agugiaro ci descrive.

La sostenibilità e la trasparenza
“Abbiamo, per prima cosa, confermato il rapporto con Slow Food, in qualità di partner tecnici. Questo significa offrire la nostra esperienza, ormai secolare, delle necessità del settore molitorio, avere una visione coerente della realtà attuale e obiettivi di ulteriore e continuo miglioramento che Slow Food valuterà secondo i suoi parametri per attuare politiche di sostenibilità. Da questa collaborazione è nata l’idea di creare dal nulla, a ridosso del nostro stabilimento a Collecchio, in provincia di Parma, il più grande bosco privato italiano che sarà inaugurato l’11 novembre 2021, durante la Giornata degli alberi. Sarà un bosco di 13 ettari, con piante autoctone parmensi, che diventerà luogo di visita aperto alla comunità. Questo bosco, di 13.000 piante e arbusti, coprirà l’intero fabbisogno di CO2 dei nostri mulini, sarà in grado di neutralizzare fino a 202.000 kg di CO2 a fronte delle emissioni totali dell‘azienda, circa 118.646 kg di CO2, calcolate secondo la Carbon FootPrint”.
Un progetto, quello del bosco, che unisce cultura d’impresa, etica ed estetica: elementi che sono insiti nel dna dell’azienda, che anche nei suoi mulini ha una bellezza storica, negli edifici, nei metodi di produzione che sono fortemente innovativi; ma l’etica è anche nelle azioni, come questa, e in un bilancio etico e sociale che è il fiore all’occhiello di Agugiaro&Figna.
I dipendenti sono le persone più importanti per la nostra azienda. – ribadisce Riccardo Agugiaro – Sempre più dovremo fare sistema. Finora lo abbiamo attuato, unica azienda molitoria italiana a farlo, con il bilancio etico aziendale, continueremo su questa strada coinvolgendo sempre di più il nostro capitale umano”.


La formazione e la digitalizzazione
Altri progetti sono nell’agenda di Agugiaro&Figna: riguardano formazione e digitalizzazione.
“Mio padre fu il primo a sostenere la Scuola Italiana Pizzaioli. – racconta Riccardo Agugiaro – E, da allora, abbiamo sempre fatto di tutto per valorizzare una formazione indipendente. La nostra scelta, a differenza di altri, è sempre stata orientata a dare ai pizzaioli in Italia e nel mondo una formazione che tenesse conto delle loro esigenze, dei loro bisogni e non delle nostre farine. Ora è necessario un ulteriore scatto in avanti che dia nuova dignità e sviluppo alla formazione. Noi facevamo, ogni anno, oltre 200 eventi formativi in ogni parte del mondo. La pandemia ha messo un freno a tutto questo e quindi è necessario trovare nuovi modi per confrontarsi con i pizzaioli ma anche con i loro clienti, sempre più evoluti e consapevoli che la qualità è un elemento vincente. Con i nostri partner migliori del mondo formativo vogliamo e dobbiamo avviare un tavolo di lavoro per sviluppare nuovi metodi di formazione per i prossimi anni, sostenendo anche economicamente questo percorso aiutando a crescere le scuole di arte bianca più serie in Italia e all’estero, cercando di mettere tutte le scuole sotto un unico cappello formativo e dando un’immagine forte all’estero. Non è più pensabile che un giapponese, per fare un esempio, che cerca informazioni sulla pizza debba incappare in mille informazioni diverse”.
Una riflessione, quest’ultima, che apre il tema della digitalizzazione.
Nel mese di ottobre metteremo online una piattaforma digitale che non sarà semplicemente aziendale ma diventerà un luogo interattivo in cui tutti – i nostri migliori distributori, i loro clienti pizzaioli e i clienti delle pizzerie – potranno confrontarsi sul mondo pizza a livello internazionale. Qui convergeranno tutte le relazioni, si svilupperanno le azioni informative, e sarà gestita in maniera indipendente. Chi più vivrà e farà vivere questa piattaforma digitale avrà dei vantaggi e dei benefici, ad esempio i nostri migliori distributori potranno regalare ai loro clienti pizzaioli momenti formativi. Ovviamente questo prevede anche una grande rivoluzione interna, di mentalità e di persone che gestiranno questa piattaforma”.

La scatola della pizza per fare comunicazione
Da tutti questi programmi è scaturita un’idea, a dir poco rivoluzionaria, che ci viene presentata, durante la conversazione, da Stefano Pistollato, direttore commerciale 5 Stagioni Italia di Agugiaro e Figna: la scatola contenitore per pizza come strumento di comunicazione.
“È quasi banale nella sua semplicità ma è potentissima nella sua funzione e lo abbiamo verificato dopo i primi test nel mese di agosto. – spiega Stefano Pistollato descrivendo il progetto – Durante il lockdown ho pensato a un progetto da integrare a quelli presentati. Partendo da un assunto: perché non proviamo a dialogare con il cliente della pizzeria? Non lo avevamo mai fatto, un po’ perché noi ci rivolgiamo prevalentemente ai distributori, un po’ perché non c’era questa esigenza che, invece, si è posta in maniera molto forte durante l’emergenza pandemica. Da questo è nata l’idea della scatola per la pizza, primo strumento a finire nelle mani del cliente quando utilizza il delivery. Su questa scatola, però, non ci interessava mettere una qualsiasi forma pubblicitaria del marchio Le 5 Stagioni. Ci interessava, invece, comunicare i valori dell’azienda: la sostenibilità, l’artigianalità, la genuinità e l’autenticità delle nostre farine e la convivialità della pizza. Su questo progetto, per restare in linea con le scelte aziendali, abbiamo coinvolto i nostri distributori più fedeli alla politica del marchio e, con una cinquantina di essi abbiamo lanciato l’iniziativa. Sono due milioni le scatole che, da qui a fine anno, regaleremo ai distributori che, a loro volta, regaleranno ai loro clienti sulla base degli acquisti. In questo modo daremo un valore concreto ad un marchio, le 5 Stagioni, che dal 1980 è considerato dai pizzaioli in Italia e all’estero, sinonimo assoluto di qualità, ma che non è sufficientemente conosciuto dal cliente finale. La scatola, in questo modo, aiuterà i pizzaioli a comunicare con i clienti, risolvendo un problema dovuto alla loro scarsità di tempo, facendo informazione sulla loro pizza, sugli ingredienti di qualità che utilizzano. Il cliente è sempre più curioso di ciò che mangia e dare informazioni corrette e concrete è un compito ormai imprescindibile per tutti i protagonisti della filiera. La scatola è realizzata in pura cellulosa e certificata FSC, il che significa che l’utilizzo di questa carta equivale ad una riforestazione, quindi restiamo dentro all’idea di sostenibilità che vede Agugiaro&Figna tra le aziende più attente al problema. La prima realizzazione di scatole contiene una serie di informazioni corporate, mentre dal prossimo anno forniremo informazioni sui prodotti innovativi che lanceremo nei prossimi mesi. Infine sulla scatola è stampato un QR Code che si collegherà alla piattaforma digitale di cui ha parlato Riccardo e, tramite il QR Code potrà scoprire la ricetta del pizzaiolo, oltre a tutte le informazioni sul mondo pizza suddivise come linguaggio e contenuti ai tre componenti della community: i clienti delle pizzerie, i pizzaioli e i distributori”.

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