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Cavriana, un luogo dell’anima

È un giro d’Italia, non solo enogastronomico, quello che comincia su sala&cucina. Ogni mese racconteremo un borgo oppure un territorio partendo dal valore che un gruppo come Cateringross riesce a mettere in campo: quaranta aziende al servizio della ristorazione e dei produttori alimentari sparse lungo tutto lo stivale italiano. Racconteremo dei loro territori, con un taglio storico e geografico, con la descrizione della bellezza che ogni luogo, nel nostro Paese, porta con sé.
Il viaggio inizia da Cavriana, sulle colline moreniche a sud del Lago di Garda, in provincia di Mantova, quella città che tanta parte ebbe nel Rinascimento italiano per grazia, magnificenza e bellezza.
Cavriana è il paese natale di Benhur Tondini che, insieme al fratello Oscar, amministra la F.lli Tondini, un’azienda di distribuzione operante nel food service nelle province di Mantova, Verona e tutto il lago di Garda. Benhur Tondini è il presidente di questa casa editrice, è stato sindaco a Cavriana e, più in generale, tutta la sua famiglia, a cominciare dal papà, è molto legata alla vita sociale del borgo: Oscar è presidente della società del gioco del tamburello, uno sport che porta la cittadina a giocare in serie A; il padre Giorgio “Giorgione” oltre ad essere stato amministratore locale per diversi anni  negli anni ‘60 fondò la banda musicale cittadina, la società tamburellistica locale, l’AVIS e fu promotore in diversi ambiti; Benhur, da sindaco, mise la bellezza del territorio al cuore del suo mandato, favorendo una visione che ha portato Cavriana ad essere al centro di un’area di grande interesse paesaggistico e storico. Del resto Isabella d’Este scelse proprio Cavriana come residenza estiva per sé e la sua corte.
La cittadina sorge su un colle da cui si domina la vallata, e questa posizione fu particolarmente favorevole durante la seconda guerra d’indipendenza all’esercito franco-piemontese per sconfiggere definitivamente gli austriaci e dare il via al processo di libertà e unificazione dell’Italia. Era il 24 giugno 1859!

La rocca di Cavriana e i mandorli

Ma la storia è ben più antica…
A Cavriana esiste un bellissimo museo archeologico
che testimonia, insieme al fatto che i reperti palafitticoli del territorio sono inseriti nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, nell’ambito del sito seriale transnazionale Siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi, l’insediamento dell’uomo tra la metà del VI e per tutto il IV millennio a.C., ponendo termine al nomadismo e favorendo forme di agricoltura e allevamento che diedero vita alla prima rivoluzione, quella agricola, destinata a cambiare per sempre i destini dell’uomo.
Nel museo archeologico, collocato all’interno di Villa Mirra, sono conservati reperti rinvenuti negli insediamenti perilacustri di Bande di Cavriana e in alcuni centri residenziali di epoca romana, tra i quali quello della villa di San Cassiano di Cavriana. Da qui ha inizio la storia di Cavriana, il cui nome deriva, secondo una leggenda, da capra, così come testimonia lo stemma comunale che mostra una capra rampante e come attesta l’evento più significativo che si svolge a metà luglio di ogni anno: il Palio della Capra d’oro conteso dalle otto contrade che compongono il borgo.
Fu nel tardo Medioevo che Cavriana suscitò l’interesse delle maggiori famiglie mantovane che si succedettero nel possesso: i Canossa, i Riva, i Bonacolsi. Fino al 1367 quando il paese entrò ufficialmente a far parte dei territori gonzagheschi. Francesco I° Gonzaga nel 1383, per sfuggire alla peste, si rifugiò nel castello di Cavriana e qui morirà nel 1407.
Ma fu con Isabella d’Este, “liberale e magnamina” come scrisse Ludovico Ariosto, che Cavriana ebbe un ruolo importante come centro culturale, d’arte e di delizia.
“È stata proprio quella la figura a cui mi sono ispirato negli anni in cui ho governato a Cavriana, dal 2009 al 2014. – racconta Benhur Tondini mentre passeggiamo lungo il corso cittadino in un giorno di mercato – Essere al centro di un territorio che tanta bellezza produce, da Borghetto sul Mincio, incluso nei Borghi più belli d’Italia, fino a Solferino, città che ha generato un pezzo importante della storia d’Italia, per non dire di Volta Mantovana e altri piacevolissimi borghi, rendeva necessario che Cavriana avesse una forma di bellezza estetica ma non solo, doveva diventare una cittadina dove il vivere bene dei suoi abitanti diventasse la regola”.

Le cose da vedere
C’è una particolarità che rende Cavriana unica su questo territorio che si sta imponendo al turismo per la pace e la serenità che si vive qui, a pochissimi chilometri dal lago più frequentato d’Italia: i mandorleti.
Cavriana è zeppa di mandorle, eppure non ne fa una coltivazione intensiva. Con quelle mandorle, che Isabella d’Este voleva nelle sue cucine ducali, si fa il dolce più tipico di Cavriana: la torta di San Biagio, patrono del paese, che, negli anni in cui è stato sindaco Benhur Tondini, è diventato un prodotto De.Co. (Denominazione d’Origine Comunale ideata da Luigi Veronelli).
“La torta di San Biagio è una vera e propria istituzione a Cavriana – spiega Benhur Tondini – La leggenda vuole che la ricetta sia molto antica. Infatti già nel 1500, dai mandorli di Cavriana si raccoglievano mandorle dal gusto particolare e intenso, questo frutto veniva da tutti considerato afrodisiaco; nei mesi invernali la stessa Isabella d’Este ne acquistava grandi quantità per deliziare il palato dei nobili di corte”. Attualmente nella giornata del patrono San Biagio che si festeggia il 3 febbraio viene prodotta da una  pasticceria locale una maxitorta di San Biagio dal diametro di 3 metri che viene poi distribuita gratuitamente a tutti gli ospiti presente la mattina in piazza Castello.

Torta di San Biagio

I mandorleti si trovano un po’ ovunque nel territorio di Cavriana ma quelli che ci hanno colpito li abbiamo visti nei pressi di un luogo magico: la Pieve di romanica di Santa Maria, da cui la vista spazia sull’anfiteatro morenico. Questo è un luogo molto amato dai cavrianesi, dove il viale costeggiato da pini e cipressi contorna uno dei posti più belli di tutta la cittadina. La pieve svolse funzioni di chiesa parrocchiale fino alla metà del XV secolo quando la popolazione, per motivi di sicurezza, si spostò all’interno delle mura dove andremo tra poco.

Villa Mirra e il castello

Villa Mirra

Il rosso pompeiano è ciò che balza subito agli occhi di fronte all’immensa facciata di Villa Mirra, dal nome di uno degli ultimi proprietari. La villa, oggi di proprietà del comune, ha visto nei suoi grandi locali la presenza di Napoleone III e degli ufficiali che condussero vittoriosi le battaglie della seconda guerra d’indipendenza; ma anche la troupe, negli anni Settanta, di Paolo Pasolini che vi girò Salò o le 120 giornate di Sodoma, ultimo film del grande intellettuale. E la presenza, nel 1959, a cent’anni dalla battaglia, dei due presidenti della repubblica, italiana e francese, Giovanni Gronchi e Charles De Gaulle, venuti a ratificare il trattato d’amicizia tra i due popoli. Infine, ma qui la storia si fa leggenda, parte del plesso più antico di quella che oggi è Villa Mirra ospitò Isabella d’Este nella sua venuta estiva a Cavriana.
Si fa leggenda perché Cavriana aveva un castello di proprietà dei Gonzaga. Ora di quel castello vi sono solo le rovine che dominano il paese, ma da quelle rovine, quando era sindaco Tondini, il Politecnico di Milano ricavò uno studio tridimensionale, visibile su You Tube, che rendeva alla perfezione la struttura del castello e i suoi usi.  
“Per accedere al castello, negli scorsi anni, mio padre e un gruppo di concittadini volontari aprirono, con la forza delle loro braccia, i sentieri che lo circondavano, ormai coperti dai rovi. – racconta Benhur – Non dimenticherò mai quelle giornate domenicali, quando il loro tempo libero era dedicato a questo lavoro e molti volontari anche non Cavrianesi accomunati dall’entusiasmo della riscoperta si impegnarono attivamente per ridare al paese uno dei suoi fondamentali momenti di storia”.

Il vino e l’arte

Raffaele Darra, maestro vetraio

Cavriana è una delle 400 Città del Vino italiane. Lo è perché qui il vino è storia, come dimostrano i vinaccioli trovati nelle palafitte di Bande, come testimoniano gli scritti di Virgilio e le grandi cantine di Villa Mirra. Siamo nella zona a denominazione di origine controllata Colli Mantovani e i vigneti compongono il paesaggio che circonda Cavriana. Tra questi vigneti ci si può concedere una pausa presso il Relais La Casina, aperta dalla famiglia Ricchi, produttori di vino, dove si possono fare bagni di vinoterapia, dormire in una pace assoluta, cenare circondati di vigneti.
Poi, al mattino, in paese si può visitare la bottega artigiana di Riccardo e Raffaele Darra, maestri vetrai, per ammirare autentici manufatti frutto della loro esperienza che li ha condotti nei migliori musei e gallerie d’arte del mondo.

Intorno a Cavriana

Lago di Garda

C’è ancora tanto da vedere intorno a Cavriana, a cominciare da Solferino, dove l’ossario, la torre, il viale della Croce Rossa raccontano uno dei momenti più importanti della storia d’Italia e dove l’ospitalità della famiglia Beschi, del ristorante albergo alla Vittoria da Renato, è qualcosa di assolutamente proverbiale. Luoghi di bellezza, quella che fa dell’Italia il paese più affascinante del mondo.

Luigi Franchi

Cosa visitare a Cavriana
www.comune.cavrina.mn.it

Villa Mirra
Castello Rocca fortezza e il parco
Museo archeologico dell’alto mantovano
Museo Vecchio Mulino e antichi mestieri
Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Nova
Pieve Romanica Santa Maria
Oratorio di San Sebastiano
Lavatoi di Fontana Torcolo – Fontana Cauzzi loc. Campagnolo

Ospitalità e Ristorazione:
Hotel Ristorante Corte dei  Bicchi
Relais  Casina Ricchi Agriturismo e Ristorante

Agriturismi:
Breda
Campagnoletto
Cappella Vito
Cascina Belvedere
Conca Verde
Dondino
La Cadelora
Nuova Scardua
Scannaporco

B&B:
Casa pagliette
Borgo Tre case

Ristoranti Pizzerie PUB:
Pizzeria Ristorante Fantasy
La loggia del Ce
Corner Pub
Trattoria Pizzeria da Romana
Ristorante La Baita
Ristorante al Campagnolo
Ristorante Satakunta

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