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Il settore della distribuzione è fondamentale per la ristorazione

Per i fornitori è buio pesto: tutti chiedono dilazioni e non pagano fatture vecchie di mesi, di prima della pandemia. Titolava così un articolo su Repubblica, a firma Lara De Luna, dei giorni scorsi che raccontava i problemi della nostra categoria: quella del distributore, all’interno della filiera dei consumi fuori casa.
E ancora, il Sole 24 Ore, Con bar e ristoranti chiusi i grossisti chiedono aiuti, a firma di Giorgio Dell’Orefice. Articoli che hanno contribuito a mettere in luce una categoria, la nostra, che per troppo tempo non ha fatto un’adeguata comunicazione sul valore stesso della nostra professione, che è cambiata moltissimo nell’arco di pochi anni.
Oltre ad essere, molto spesso, strumento finanziario per i ristoranti siamo diventati anche consulenti dell’organizzazione delle loro cucine. Questa pandemia ci ha travolto, conseguenza della chiusura dei locali pubblici, ma riusciamo a resistere, nonostante il calo del fatturato che, in alcuni casi, è arrivato al 90%, grazie al fatto che le nostre aziende fanno parte di un gruppo finanziariamente solido e strategicamente unito: Cateringross, il primo gruppo cooperativo italiano di distribuzione nel food service.
Trentotto anni di storia servono a qualcosa, evidentemente! Il gruppo che ho l’onore di presiedere ha attivato, da subito, il 3 marzo, richieste di attenzione rivolte al Presidente del Consiglio e ai presidenti di regione. Questa iniziativa è stata poi condivisa da altre realtà distributive e, insieme, abbiamo dato vita a un protocollo d’intesa che coinvolge 88 aziende per un fatturato complessivo di 1.863.020.000 di euro e un capitale umano di 6.141 persone occupate. Altre se ne aggiungeranno e verranno coinvolte nel breve periodo.
GH – Gruppo Horeca, questo il nome, ha sviluppato i contatti con le massime istituzioni per chiedere misure economiche quali anticipazione totale dei crediti risultanti al 31 marzo e  la trasformazione in crediti d’imposta delle perdite su crediti per gli anni 2020/2022.
Nel frattempo, come Cateringross, proprio grazie alla nostra solidità finanziaria abbiamo potuto tendere una mano alle nostre 40 aziende associate; gli ordini di prodotti alimentari, in particolare dell’ittico, già nei nostri magazzini, verranno ritirati dai soci quando ripartirà il mercato, mentre Cateringross invece pagherà i fornitori in tempo reale. Crediamo, infatti, che la soluzione del “non mi pagano i miei clienti e quindi neppure io ti pago” sia un atteggiamento profondamente negativo, da interrompere prima ancora di pensarlo.
Questa pandemia sta mettendo in evidenza quelle aziende che si comportano seriamente e il nostro gruppo fa parte di queste; una posizione che ci darà forza per ricominciare. Così come la forza ci arriva dal tempo che abbiamo a disposizione, un bene preziosissimo che non ci sarà più alla ripartenza, per ripensare alle strategie, a come risolvere i piccoli o grandi problemi di ogni struttura. Ad esempio l’e-commerce, piuttosto che la diversificazione dei canali di vendita, sono stati oggetto di sperimentazione in questo periodo e andranno potenziati e organizzati nel migliore dei modi quando finirà la pandemia. La flessibilità che stanno dimostrando le nostre aziende è un valore fondamentale che non riconoscevamo abbastanza e questo periodo lo ha portato alla luce.
Ripartiremo quindi, più organizzati, più preparati e con la determinazione che ogni italiano è capace di tirare fuori nei momenti veri di difficoltà e che fa di questo il Paese più bello del mondo, oltre alla storia, al paesaggio e all’architettura. 

Carmelo Nigro
presidente di Cateringross

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