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La sera dei miracoli

Si muove la città
con le piazze e i giardini e la gente nei bar
Galleggia e se ne va
anche senza corrente camminerà
Ma questa sera vola
le sue vele sulle case sono mille lenzuola…
Lucio Dalla era un visionario, un bravissimo interprete e uno che illuminava i cuori di chi ascoltava le sue canzoni. Ci ha lasciato parole straordinarie come quelle di uno dei suoi brani più belli: La sera dei miracoli.
Una sera che molte persone aspettano da lunghi mesi.
I ristoratori che da troppo tempo ormai non possono più esprimere il loro desiderio di far star bene le persone. Non sono il delivery o il take-away che gli consentono di far assaporare il piacere di una sera nel loro locale. Quelli sono palliativi per sopravvivere in questo bruttissimo periodo.
Le persone che ormai non vedono l’ora di sedersi a quei tavoli, da sole, con i familiari, con gli amici, perché, in questo lungo tempo proibito, hanno capito che il valore di un cibo buono va ben oltre il soddisfacimento dello stomaco. Questo è cambiato in questi mesi: ora c’è una consapevolezza diversa chi cosa significhi un ristorante e i professionisti che hanno dedicato il loro tempo, in questo periodo, per migliorare il proprio locale, per realizzare menu comprensibili, per adottare le misure di sicurezza che faranno parte delle nostre vite per anni, ne trarranno i maggiori benefici perché saranno scelti da subito, non appena l’Italia riaprirà le porte.
È necessario, direi indispensabile, mettere in evidenza le differenze nel grande calderone della ristorazione
: è importante farlo perché è quello che vogliono le persone, gli appassionati di cibo come gli amanti del bello e del buono. Sono tante, ormai, le persone, in questi mesi, hanno avuto il tempo per riflettere e per risparmiare. Appena sarà possibile, grazie a queste due condizioni, sceglieranno dove festeggiare la vita e il mondo della ristorazione, i giornalisti, gli strumenti di comunicazione digitale dovranno fornire loro le giuste informazioni per poter godere appieno della sera dei miracoli.
Non bisogna arrivare impreparati all’appuntamento. Lo dico perché chi perderà quell’occasione ne pagherà le conseguenze di un locale che dovrà faticare tanto per risalire la china. So che è difficile leggere la speranza in un momento come questo, forse il peggiore di tutti quelli che abbiamo trascorso in questo lunghissimo anno, dove ci sono persone e aziende che non ce la fanno più, ma bisogna crederci. Bisogna pensare che tra qualche mese tutto finirà e arrivare a quel momento lucidi, preparati ed accoglienti. Questa è la ricetta per sopravvivere adesso e vivere bene tra poco: sapere che il mestiere del ristoratore sarà uno dei mestieri indispensabili per il benessere delle persone.
Tutti abbiamo subito dei contraccolpi micidiali, quelli economici si vedono e si possono toccare, quelli psicologici li vedremo tra tempo e sono quelli che creeranno problemi di cui oggi facciamo fatica a immaginare la portata. Non è semplicistico dire che tutti noi avremo bisogno degli altri, dovremo ricostruire le relazioni, riabituarci a fare le cose più belle, come abbracciarci, ritrovare gli amici e il ristorante diventerà uno dei luoghi preferiti per ritornare a vivere. Credeteci!

Luigi Franchi

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