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Luxardo festeggia i 200 anni di attività familiare

Duecento anni. L’anniversario che festeggia quest’anno Luxardo, una delle più antiche distillerie esistenti al mondo, tra le poche ancora interamente di proprietà della stessa famiglia, è decisamente di quelli importanti. Vale la pena, allora, ripercorrere la sua storia: una saga familiare che racconta di coraggio, intraprendenza e slancio innovativo. Tutto ebbe inizio nel 1821 a Zara, sulle coste della Dalmazia, per secoli parte della Repubblica di Venezia. Qui Girolamo Luxardo, patrizio genovese dedito al commercio marittimo, si era trasferito tre anni prima con la famiglia, in qualità di rappresentante consolare del Regno di Sardegna.

Girolamo Luxardo

Secondo l’uso del tempo, sua moglie, la marchesa Maria Canevari, si dedicava alla produzione di liquori in casa e, in particolare, del Rosolio Maraschino, ottenuto dall’infusione in alcol di marasche, le tipiche ciliegie asprigne coltivate in quest’area, cui venivano aggiunti zucchero ed essenza di rose.Tanto era apprezzato il liquore, che Girolamo pensò bene di produrlo su scala industriale, grazie all’innovativo processo della distillazione a vapore. Nel 1821, quindi, venne inaugurata una fabbrica destinata alla produzione di Maraschino che, dopo otto anni di perfezionamenti, ottenne dall’Imperatore d’Austria un “privilegio”, vale a dire uno speciale brevetto che ne riservava all’azienda la produzione esclusiva per quindici anni. Ed è così spiegata la traccia che di questo speciale riconoscimento ancora oggi resta nella denominazione della ragione sociale: Privilegiata Fabbrica di Maraschino “Excelsior” Girolamo Luxardo.

Palazzo del Barcagno a Zara

Nel corso dell’Ottocento l’azienda divenne la più importante distilleria di Zara, presente con il suo liquore sui principali mercati dell’epoca. Tanto che, complice l’accorta politica economica di Michelangelo Luxardo, terza generazione, nel 1913 venne costruito un moderno stabilimento, tra i più grandi nell’Impero Austro-Ungarico. L’espansione continuò in tutto il ventennio successivo alla Prima Guerra Mondiale, fino ad arrestarsi bruscamente nel 1940 con lo scoppio della Seconda. Alle restrizioni conosciute dall’attività industriale si aggiunse nel 1943 la quasi totale distruzione dello stabilimento a opera dei bombardamenti anglo-americani. Nel 1944, poi, durante la ritirata delle truppe italiane e tedesche dalla Dalmazia, Zara venne occupata dai partigiani comunisti di Tito e gli abitanti obbligati a partire esuli verso la Penisola. Molti andarono incontro a una tragica fine, come Pietro Luxardo e il fratello Nicolò con la moglie Bianca, annegati in mare. Con la famiglia dispersa e lo stabilimento confiscato e semidistrutto, l’attività della Luxardo sembrava essere giunta alla fine.Ma questa, lo abbiamo detto, è una storia di coraggio, intraprendenza e nuovi inizi. Con una lungimirante visione imprenditoriale, Giorgio Luxardo, l’unico dei fratelli superstiti, ebbe l’audacia di ripartire da zero. Assieme al giovane Nicolò III scelse espressamente il 10 febbraio 1947, giorno del Trattato di Pace di Parigi, con cui la sua città natale veniva ceduta alla Jugoslavia, per inaugurare lo stabilimento di Torreglia, in provincia di Padova.

La sede a Torreglia (PD)

Per la storia della famiglia e dell’azienda si apriva un capitolo nuovo di zecca. Oggi, in questo stesso stabilimento, ormai sviluppato su 12mila metri quadri coperti, lavorano insieme tre generazioni della famiglia. Le marasche vengono lavorate e tutta la filiera è direttamente controllata, come ai primordi, dalla materia prima all’imbottigliamento, fino a produrre ogni anno sei milioni di bottiglie. Al Maraschino e Cherry ‘Sangue Morlacco’, i due prodotti storici, si sono aggiunti altri liquori tipici della tradizione italiana, come Sambuca dei Cesari, Amaretto di Saschira, Limoncello, Aperitivo ecc. Da circa un decennio, inoltre, è stata avviata una specifica linea di produzione di confetture di alta gamma, destinate alla pasticceria.

Mariangela Molinari

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