Anteprima Amarone 2010 DOCG

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Potremmo iniziare pronunciando  la tipica frase del regista: “buona la seconda”. Iniziato e naufragato nel 2006 il tentativo di portare l’Amarone alla DOCG, l’intero territorio non si è arreso e il traguardo, raggiunto nel 2009, è stato presentato in questi giorni all’Anteprima dell’Amarone 2010.  

Nel bellissimo Palazzo della Gran Guardia non si è parlato solo di DOCG, ma anche di veste nuova, nuovo Marchio per il Consorzio Tutela dei Vini Valpolicella che sintetizza il legame tra territorio, filiera e tipicità. Già registrato a livello Comunitario, godrà piena protezione in 28 paesi a partire da quest’anno.

Ln occasione dell’Anteprima, il direttore del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Olga Bussinello, ha esposto chiaramente ai giornalisti, al pubblico e ai produttori  l’utilizzo del  nuovo marchio consortile: dalla comunicazione aziendale fino alla  bottiglia dei produttori associati , o in occasioni di eventi ove sia posto l’accento sulla denominazione. Il vicepresidente, l’enologo Daniele Accordini, ha invece analizzato attentamente i vari territori, le loro caratteristiche, le rese, le prime degustazioni con campioni presi da zone completamente diverse per arrivare infine a tracciare un profilo sull’annata 2010, la prima targata DOCG.

Accordini ha evidenziato il duro lavoro fatto dai produttori, causa l’annata non facile, molto fredda, piovosa a tratti, con rese strane ma importanti, un vino sicuramente con una gradazione alcolica più bassa degli altri anni, meno zuccheri con acidità sostenuta, ma sicuramente un grande Amarone sotto il profilo della longevità e della finezza.

All’Anteprima hanno esposto circa 60 Cantine, il 30% ha portato l’Amarone 2010 già con la fascetta ufficiale, le restanti hanno portato la cosiddetta prova botte, vino prelevato dalle botti atto a divenire il nuovo Amarone 2010 DOCG.

Giornalisti provenienti da tutte le parti del mondo hanno potuto degustare in anteprima i nuovi Amaroni, molti i commenti contrastanti, con la solita critica rivolta ai produttori obbligati a portare la prova botte, ancora troppo scomposta in certi casi per poter giudicare il valore reale del vino. Questo grande rosso si conferma comunque tra i più importanti vini italiani, punto di forza verso un mercato estero che per ora non sente crisi, con un aumento sull’export anche quest’anno pari al 10%.

Per chiudere citiamo alcune tra le cantine che ci hanno colpito per precisione, tecnica, pulizia, finezza e profumi che sempre riescono a conferire ai propri vini: Cà La Bionda, Corte San Benedetto, La Dama, Benedetti Corte Antica,, Montecariano. Ne potrei sicuramente citare molti altri, tutti bravi comunque nell’aver creduto, a nostro parere, in un’annata molto difficile e piena di imprevisti.

Mario Zuffada

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