Buoni auspici per le vendemmie 2013

Due riti, tante anime
28 agosto 2013
Peperone di Carmagnola, il Piemonte mette in mostra i suoi gioielli
29 agosto 2013
image_pdfimage_print

A Soave l’aria è frizzante e profuma di eccitante attesa. Con la vendemmia alle porte, si tirano le somme sull’andamento del mercato dei primi sei mesi del 2013, e il risultato al di sotto della riga fa sollevare gli angoli della bocca. Secondo l’Osservatorio economico del Consorzio di tutela del Soave la proiezione su base annua del Soave Doc supera infatti i 320.000 ettolitri registrando un + 3%, mentre il Soave Classico ha già raggiunto i 60.000 ettolitri di imbottigliato: per Natale inoltre il Soave Superiore dovrebbe superare senza problemi la soglia delle 400.000 bottiglie e il Recioto le 200.000. Decisamente roseo il panorama oltre confine, in particolare verso Germania e Regno Unito dove il Soave viene stabilmente esportato per oltre il 50%.
“E’ un buon momento per il Soave. – ha dichiarato il Presidente del Consorzio Arturo Stocchetti – In un contesto economico non certo facile gli indicatori trasmettono grande fiducia a tutti i nostri produttori. Anche la situazione in vigna fa prevedere una vendemmia posticipata ma di grande qualità visto l’andamento stagionale particolarmente favorevole per i vini bianchi. Ci attendiamo circa 450.000 ettolitri di Soave in linea con le produzioni degli ultimi anni con un profilo organolettico di grande equilibrio. Ricordiamo inoltre che dal primo di gennaio 2014 tutte le tipologie della denominazione utilizzeranno la fascetta di Stato come strumento strategico per completare il processo di certificazione bottiglia per bottiglia”.
Ma settembre non sarà solo sinonimo di vendemmia per il Soave, bensì segnerà l’esordio di una serie di attività promozionali che coinvolgeranno 13 aziende in oltre 60 ristoranti e wine bar di Tokio e l’incoming di 12 importatori provenienti dalla Russia, ai quali mostrare e far conoscere tutte le fasi produttive a partire proprio dall’attesa vendemmia.

È già partita invece e si profila sotto i migliori auspici la vendemmia dei grappoli di Pinot Nero che diventeranno la base per lo Spumante Metodo Classico DOCG bianco e Cruasé: “A dispetto di un avvio di stagione negativo con un eccesso di precipitazioni che ha interessato tutta la primavera fino alla soglia dell’estate, la maturazione ha invece potuto procedere regolarmente da fine maggio ad oggi, consentendo ai parametri qualitativi di raggiungere un livello ottimale. – ha commentato il direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Matteo Marenghi – A differenza dalle vendemmie più recenti, quest’anno si è tornati a date di raccolta non anticipate. Insomma non abbiamo visto vendemmiatori al lavoro prima di Ferragosto. In sostanza le uve hanno potuto maturare con ritmi fisiologici normali e non accelerati dalle calure eccessive che avevano contraddistinto gli anni appena trascorsi”. Le circa 3000 aziende dell’Oltrepò Pavese consorziate si aspettano dunque vini bianchi freschi, profumati, ottime basi per spumante e vini rossi complessi ma equilibrati. La vendemmia qui si protrarrà fino ai primi giorni di ottobre, quando si compirà la raccolta delle uve rosse più tardive, prevedendo verosimilmente una raccolta complessiva più ricca del 15% rispetto a quella del 2012.

Un brulicare di addetti ai lavori, ben 1000 di cui due terzi sono raccoglitori specializzati, ha invaso invece i seicento ettari di vigneto in Franciacorta a partire da vigna Brolo a Borgonato dove si è iniziato a raccogliere il Pinot Nero, base della pluripremiata Riserva Palazzo Lana Extrême. In casa Berlucchi ci si aspetta una “vendemmia old style” a causa della data d’inizio spostata molto in avanti rispetto alla media dell’ultimo decennio a causa della forte piovosità. L’enologo Ferdinando Dell’Aquila ha affermato che “con maturazioni così eterogenee è prematuro fare previsioni, attendiamo l’assaggio dei mosti in cantina ma confermiamo che la quantità vendemmiata sarà ai livelli del 2012, quindi del 10% inferiore rispetto alla media dell’ultimo decennio”. Arturo Ziliani, consigliere delegato e responsabile della produzione ha sottolineato che “la gestione sostenibile dei nostri vigneti (il progetto Berlucchi Green, ndr) si è evoluta con la richiesta ufficiale di conversione biologica. Da quest’anno inizia quindi una fase di ricerca che ci consentirà di valutare se la via del biologico è realmente preferibile dal punto di vista dell’ambiente, del prodotto finale e della sicurezza sui luoghi di lavoro, rispetto alla viticoltura sostenibile finora adottata”.
Che si allora un’ottima annata.

Alessandra Locatelli

image_pdfimage_print