Collio Vitae: ricette di appassionati e vini per appassionarsi

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Metti cinque appassionati lettori del Cucchiaio d’Argento in una cucina, chiedi un giudizio ad un cuoco che incute soggezione solo a guardarlo, bagna il tutto con interessanti vini del Collio abbinati dagli stessi lettori alle loro preparazioni e il divertimento è assicurato.

Succede un giorno in mezzo alla settimana, un piacevole invito di Stefano Caffarri, deus ex machina della rinnovata vita del Cucchiao d’Argento, la presenza di cinque viticultori friuliani, l’emozione di cinque lettori selezionati tra i molti che hanno risposto alla provocazione dello storico ricettario, trasformato, da qualche tempo, in elegante progetto editoriale a tutto tondo.

L’idea era di mettersi in gioco tra chi tutti i giorni si rivolge al Cucchiaio d’Argento per trovare consigli tra le migliaia di ricette raccolte nel tempo, di inventarsi una ricetta e di abbinarla ai vini del Collio, da qui il nome dell’iniziativa: Collio Vitae, White Wine Culture.

Una strada quella della jam session culinaria, peraltro già battuta da cuochi professionisti con gli apprezzati eventi di In the Kitchen Tour proposti da Chic, anche qui una specie di gicoo a coppie dove i lettori si sono cimentati cercando un’affinità con i vini di Damijan Podversi (il suo Kaplja è stato il mio preferito e la frase “il vino è alimento dell’anima” la sua sentenza che mi ha colpito), Edi Keber, Dario Raccaro, Damian Pricic e Roberto Picech.

Ospiti alcuni giornalisti e addetti ai lavori che hanno assaggiato, sorseggiato e ascoltato i rimbrotti di Matteo Fronduti, chef patron del ristorante Manna in piazza del Governo Provvisorio a Milano, presente nella veste di bonario giudice della correttezza di piatti ed abbinamenti.

Un esperimento per far incontrare appassionati e operatori in una circostanza informale utile a far crescere la consapevolezza di ciò che consumiamo. Da ripetere.

Aldo Palaoro

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