Donatella Cinelli Colombini Donna Inner 2012

Dolce Gennaio!
17 gennaio 2013
La pasta per pizza
17 gennaio 2013
image_pdfimage_print

Anche chi ha avuto tanti premi come “Lady Brunello” Donatella Cinelli Colombini, riceve il riconoscimento dell’Inner Wheel di Firenze con emozione e orgoglio.

Dacia Maraini e Ilaria Occhini, il medico Maria Luisa Brandi, la regista Cinzia TH Torrini e la scienziata Margherita Hack. Cos’hanno in comune? Oltre ad una straordinaria intelligenza e passione per la loro professione, condividono la presenza nell’Albo d’Oro delle Donne Inner. Un riconoscimento internazionale ideato dalla una delle più grandi organizzazioni femminili del mondo: l’International Inner Wheel, che associa 100.000 donne sparse in 103 nazioni e territori in Europa, Africa, India, Filippine, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, e Canada.  L’associazione nacque nel 1924 a Manchester ed ha la finalità di promuovere la vera amicizia.

Nel 2012 un’altra donna è entrata a far parte, condividendo i tratti comuni, dell’Albo d’Oro: Donatella Cinelli Colombini è stata infatti proclamata Donna Inner 2012. A consegnare il premio, nella splendida cornice di Villa Viviani a Settignano, poco distante dalla Casa di Boccaccio dove Donatella ha la sua residenza fiorentina e dove, nel Trecento, visse l’autore del Decamerone, è stata la presidente Gianna Maltagliati, che ha richiamato il tema annuale del riconoscimento: Be a Friend, un inno all’amicizia che deve diventare uno strumento grandissimo nel superamento delle barriere nazionali, culturali e religiose, soprattutto apre la mente e il cuore ai bisogni dei soggetti più deboli per i quali Inner Wheel si impegna incessantemente.

E se c’è una persona che dell’amicizia ha fatto il proprio credo in ogni occasione della sua vita, è proprio Donatella Cinelli Colombini. A noi piace assegnarle una nostra personale motivazione: per aver unito, in un paesaggio ideale, il desiderio di migliaia di persone di scoprire il vino, simbolo antico di amicizia. Grazie a lei e alle sue intuizioni il vino italiano è entrato nel linguaggio di tutti, ha generato curiosità, conoscenza e sensibilità verso i territori, le città d’arte, il paesaggio italiano. Ma soprattutto ha fatto incontrare le persone.

Luigi Franchi

 

image_pdfimage_print