Giacomo Vannelli, creatività in tazza

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Tra circa un mese Riminifiera diventerà il regno del caffè. Il 10 giugno aprirà i battenti World of Coffee, la manifestazione dedicata al  mondo del caffè che farà da palcoscenico alle maggiori aziende produttrici e a tutti gli attori della filiera.

Protagonista il barista, personaggio noto ma poco conosciuto, spesso dato per scontato nella nostra frettolosa e distratta pausa dalle fatiche della giornata.

Alla professionalità del barista è dedicato, infatti, il World Barista Championship, concorso itinerante che ogni anno di questi tempi incorona il re del caffè mondiale. Cinquanta le nazioni in lizza; per l’Italia correrà Giacomo Vannelli, campione italiano di fresca nomina, salito sul podio nazionale lo scorso mese di gennaio al Sigep.

Chi è il barista? E quale contributo può dare la partecipazione a un campionato mondiale al futuro della professione e alla diffusione della cultura del caffè di qualità? Lo abbiamo chiesto al nostro campione, in attesa di poter ammirare la sua performance a Rimini e di fare il tifo per lui.

“L’Italia è un Paese tradizionalista – afferma Giacomo Vannelli – e per quello che riguarda il caffè siamo convinti che esso faccia parte dello zoccolo duro della nostra cultura gastronomica e come tale resta un prodotto immutato da troppo tempo, con miscele di qualità  mediocre e proposte superate che, però,  resistono in quanto comprensibili al grande pubblico. Forti di un passato glorioso nel quale tutto abbiamo creato e inventato, divenendo la culla del caffè, ci siamo fermati, adagiati. È venuto il momento di modificare quest’atteggiamento anche perché di questo passo saremo superati dagli altri Paesi che non hanno inventato nulla ma hanno fato tesoro delle nostre ricerche e se ne sono appropriati elaborandole, migliorandole, innovandole. Il futuro della caffetteria sta nell’innovazione e nella rivalutazione della professione di barista che da semplice esecutore deve diventare esperto di materia prima e tecnologia e artista della creatività. Noi giovani baristi siamo la generazione di transizione, coloro ai quali spetta il compito di traghettare la professione verso il domani”.

Su come possano, una manifestazione come World of Coffe e una competizione come il World Barista Championship, aiutare il barista di domani ad affermarsi presso il grande pubblico, Vannelli ha pochi dubbi: “Dobbiamo puntare sulla ricerca e sull’innovazione e un palcoscenico come quello di Rimini può essere il luogo ideale dal quale comunicare i risultati delle nostre ricerche. Durante un concorso, così è avvenuto al Sigep e così sarà presto al mondiale, bisogna saper dimostrare la validità del prodotto proposto. Conoscere l’aroma e la sua origine, saper riprendere le note gustative per armonizzarle all’interno della bevanda e presentarle con originalità e creatività. Tutto questo richiede una preparazione approfondita.  Il pilastro portante è la creatività. Pensare che il proprio caffè sia buono così com’è non basta: bisogna interpretare ed esprimere tutte le potenzialità nascoste, che nel caso del caffè sono infinite, per creare la bevanda unica e originale. Eventi come questi sono l’occasione di dimostrare che i baristi italiani guardano avanti e sono pronti ad affrontare le sfide del settore”.

La curiosità di sapere cosa presenterà Giacomo Vannelli al WBC è grande, ma dovremo attendere: “Il titolo si gioca sul filo del rasoio; la creatività sarà al primo posto e siccome mi piace giocare fuori dalle righe anche in quest’occasione tenderò a fare qualcosa che non si è mai visto”. Prepariamo la tifoseria, ci vediamo a Rimini, l’appuntamento è dal 10 al 12 giugno: World Barista Campionship.

 

Marina Caccialanza

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