Il progetto Frescobaldi per Gorgona

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Solamente poco più di un ora di mare, separa Livorno dall’isola di Gorgona, ma è sufficiente per entrare in un’altra dimensione. Soli 37 km che valgono il viaggio, nei quali se si è fortunati si possono incontrare i delfini, e si sfiorano le pericolose Secche della Meloria, una lingua insidiosa di bassifondi sabbiosi e rocce affioranti, da secoli incubo dei naviganti e teatro della Battaglia della Meloria, combattuta nel XIII secolo tra la Repubblica di Genova e la Repubblica di Pisa, e conclusa tragicamente da questi ultimi, dando il via a un inesorabile declino.

Il minuscolo porticciolo semi deserto di Gorgona, l’unica isola penitenziario rimasta in Italia, è animato unicamente da una pattuglia di poliziotti, e dal direttore del carcere, che accoglie i rari e contingentati visitatori, e li accompagna per una ripida stradina che si inerpica snodandosi attraverso casette abbandonate e conduce a quello che rappresenta il centro di Gorgona. Una grande terrazza panoramica che si apre verso il continente offrendo una visuale unica, accanto a uno spaccio con bar e rivendita alimentari, non lontano dalla mensa che ogni giorno mette a tavola detenuti e forze dell’ordine. La visita prosegue continuando per l’unica strada dell’isola, che porta all’allevamento di maiali, all’orto, al caseificio, alla cantina, e ai vigneti, tutto è tenuto in perfetto ordine, ma quello che colpisce è il silenzio, e la mancanza di persone, visto che ormai oltre ai detenuti e alle guardie carcerarie rimane solo un unica e anziana residente.

Gorgona, lunga 3 chilometri e larga circa 2, è l’isola più piccola dell’Arcipelago Toscano, oggi Parco Nazionale, a tutela degli straordinari ambienti naturali di grande valore culturale e scientifico, dopo essere stata preda per secoli di incursioni di predoni, e aver ospitato comunità monastiche, è diventata prima paese di pescatori di acciughe, e poi penitenziario nel 1869. L’incontro con i detenuti e con il direttore Carlo Mazzerbo è illuminante, dalle sue appassionate parole è molto chiaro cosa succede sull’isola, grazie a un progetto iniziato nel 1987, si tenta con determinazione di  puntare sulla riabilitazione di uomini che hanno commesso gravi crimini.

A chi ha dimostrato, nel primo periodo di detenzione, buona condotta e la volontà di redimersi, viene proposto di trascorrere gli ultimi anni che lo separano dalla libertà, lavorando nella fattoria dell’isola, nell’orto, nel caseificio, nell’allevamento di maiali, e coltivando la vite dell’isola di Gorgona, realizzando un’opportunità concreta per imparare un mestiere che potrà essere utile quando saranno fuori. In questo anomalo contesto, grazie alla collaborazione tra Marchesi de’ Frescobaldi, e l’Istituto di Pena dell’Isola, nasce nel cuore dell’isola il vino “Gorgona”, un uvaggio di Vermentino e Ansonica, varietali, realizzato dall’esperienza degli agronomi ed enologi Frescobaldi, guidati da Nicolò d’Afflitto, che lavorando a stretto contatto con i detenuti, hanno trasferito loro le necessarie abilità professionali per poter far si che un domani, questa esperienza possa trasformarsi in uno sbocco professionale, che potrà tradursi nell’assunzione come operai agricoli presso una delle tenute del gruppo Frescobaldi.

Un vero nettare il vino Gorgona bianco, quest’anno giunto alla seconda vendemmia, con un’etichetta particolarmente innovativa disegnata gratuitamente da Simonetta Doni, dello studio Doni & Associati, che contiene un testo scritto in esclusiva dal Maestro Andrea Boccelli. Un piccolo vigneto di circa un ettaro, gestito in coltura biologica dai detenuti del carcere, posto nell’unica zona dell’isola protetta dai forti venti marini, all’interno di un anfiteatro naturale da cui si domina il mare. Una produzione limitatissima di sole 2500 bottiglie e 200 magnum, che verrà distribuita a enoteche e ristoranti selezionati. C’è grande attenzione e sensibilità verso questo progetto, e lo hanno dimostrato Giorgio Pinchiorri e Annie Feolde dell’Enoteca Pinchiorri, che innamorati fin dai primi tempi di questa idea, hanno deciso di inserire nel menu del prestigioso ristorante fiorentino tre stelle Michelin, un piatto dedicato a Gorgona, e di predisporre una borsa di studio per un detenuto, mentre Argotractors, società del Gruppo Argo, ha dato in comodato d’uso un trattore da frutteto per le attività della vigna. Il progetto Frescobaldi per Gorgona, che verrà presentato nell’isola di Gorgona e in tutto il mondo, Germania, Francia, e Asia, si prefigge di reinvestire una parte dei proventi delle vendite nelle attività dell’isola, ed è già in programma un ulteriore estensione dei vigneti, per arrivare a due ettari vitati, e consentire cosi ad altri detenuti di vivere questa esperienza.

Luca Bonacini

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