Hanno solo un nome i vandali del Brunello di Soldera: delinquenti!

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Le sue scelte produttive sono state spesso giudicate da alcuni troppo caparbie e radicali e, all’epoca di Brunellopoli, fu tra i principali accusatori di quella brutta pagina del Brunello.
Ma Gianfranco Soldera è semplicemente un autentico uomo del vino, le cui scelte produttive si basano sui numeri adeguati al suo vigneto (23 ettari per circa 15.000 bottiglie) e a modelli produttivi improntati alla naturalità del vino. Oltre ad essere ideatore e sostenitore del Premio Internazionale Brunello di Montalcino Case Basse Soldera per Giovani Ricercatori.
Anche per questo non merita di essere vittima di un vile atto vandalico come quello che ha subito la scorsa notte, quando degli ignoti delinquenti sono entrati nella cantina della tenuta Case Basse distruggendo l’intera produzione di vino fatta dal 2007 al 2012, circa 600 ettolitri. Dalla cantina non ci sarebbe stato nessun furto di bottiglie, vino, materiali o altri beni ma una furiosa distruzione di barriques e botti.
“Non ci lasceremo certo intimidire da un gesto di sapore mafioso” hanno dichiarato i Soldera, nonostante l’azienda dovrà restare senza produzione per i prossimi sei anni, e a farne le spese saranno gli estimatori internazionali del Brunello delle Case Basse.
Gli attestati di solidarietà sono copiosi, a cominciare da quello del Consorzio del Brunello di Montalcino che, per bocca del presidente Fabrizio Bindocci, ha voluto ribadire a Gianfranco Soldera la sua vicinanza “condannando un gesto che colpisce tutti i produttori di Brunello e il territorio di Montalcino e manifestando la solidarietà di tutte le 250 aziende riunite nel Consorzio che si sentono coinvolte in prima persona da un evento cosi inqualificabile. La comunità delle imprese montalcinesi come sua tradizione non lascerà da sola un’azienda colpita così duramente e vilmente e la supporterà nei modi e nei tempi che l’amico Soldera reputerà più opportuni. Rinnovando la solidarietà di tutto il Consorzio – ha concluso Fabrizio Bindocci – concordo con quanto espresso dal sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli, su questo gesto ignobile e vigliacco ed esorto ad evitare letture fantasiose e strumentali della vicenda nel rispetto dell’immagine di un territorio come Montalcino nel mondo”.

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