I grandi champagne a RavarWine

Siamo tutti Cuochi, anche i bambini!
4 gennaio 2014
Diventa degustatore di birra artigianale. Con i corsi di Fermento Birra
6 gennaio 2014
image_pdfimage_print

Non vi sono dubbi che siano molti di più i proseliti che in quattro secoli seguirono l’abate Pierre Perignon dopo che ebbe inventato il metodo champenois, che quelli che riuscì a convertire nella sua attività di monaco. Se la leggenda attribuisce all’abate di Reims, il primato di aver dato vita, intorno alla metà del Seicento, al vino più pregiato e bevuto del mondo, è anche vero che le viti coltivate in quella provincia settentrionale della Francia allora parte della Gallia Romana, risalgono quanto meno a cinquanta anni dopo la nascita di Cristo. Vini riconosciuti come ricchi e potenti già intorno al XV secolo, ma che solo nel XVII diverranno spumeggianti, grazie all’ingegno dell’ ascetico monaco, cantiniere dell’abbazia di Hautvillers tra il 1668 e il 1715. Da allora un’inarrestabile ascesa per l’effervescente nettare, sempre al centro della scena, per brindare a vittorie militari, o per innaffiare sontuosi banchetti, e ravvivare la noiosa vita di corte, in una lenta e inesorabile conquista dei mercati mondiali, mentre il sapore dello champagne, da dolce che era inizialmente, mutava progressivamente nel corso dei secoli, diventando sempre più secco, e le antiche maison perfezionavano la propria segreta ricetta. Una cosa è certa, è impossibile resistere al richiamo dello champagne, oggi più che mai. La crescente cultura enoica, ha portato a una diffusione sempre più ampia della pregiata bollicina, è migliorata la conoscenza verso il prodotto e c’è una rinnovata curiosità verso i produttori e la loro filosofia, che sempre più spesso viene raccontata in coinvolgenti degustazioni mirate, e cene dedicate, nelle quali tutti i segreti dello champagne sono svelati.

Uno degli eventi più riusciti, dove era protagonista il principe dei vini, si è svolto gli ultimi giorni dell’anno, nel cuore della Bassa modenese, ancora sensibilmente ferita dal sisma del 2012. Teatro della degustazione a base di pregiate cuvée di champagne, la Lanterna di Diogene, a Ravarino (Mo), una delle osterie più osservanti della filosofia slow food, dove tutto o quasi viene prodotto, all’interno o nei dintorni del locale. Un’esperienza anomala nel modenese, che tiene conto dell’uomo e della terra prima di tutto, ed è la risposta concreta alle esigenze di ragazzi diversamente abili, di esprimersi in una professionalità. Una comunità dove si allevano maiali, si cresce l’orto, si fanno i salumi, si fanno marmellate, si cucina, si serve ai tavoli, e tutti danno una mano, coordinati dalla passione e dalla buona volontà di Giovanni e Fabio. Ebbene in questo contesto, accanto all’argine di Panaro, dove l’atmosfera è quella dei migliori film di Fellini, e non manca proprio nulla, neppure il biliardino, ha avuto luogo RavarWine, una reunion a base dei più pregiati champagne dell’importatore Teatro del Vino.

Un’attesa consuetudine RavarWine. Era il 2009, quando quattro amici, invece di raggiungere il Merano Wine Festival, e perdere tempo in auto, a parcheggiare, in fila alla biglietteria, e stipati nei padiglioni della famosa kermesse alto atesina, decidevano di fare rotta sul casale di un amico per costruirsi la loro personale degustazione di grandissimi vini, abbinata a semplici e genuini cibi locali. Da allora l’appuntamento è cresciuto sempre di più, aumentando il numero degli invitati, ma senza perdere quell’aurea di riunione massonica per pochi. Il manipolo di gourmet che si ritrova puntualmente ad aprire fior di bottiglie, alzando sempre di più l’asticella della qualità, conta tra le sue file ristoratori, chef, gourmet, giornalisti, sommelier, ben lieti di trascorrere in compagnia qualche ora allietati dalle iper bollicine selezionate da Filippo Marchi, un palato tra i più raffinati, che anche quest’anno ha scelto il meglio, da abbinare al gnocco fritto della Lanterna, ad eccezionali salumi di produzione propria, a una zuppa di farro, ai tortelloni e ad altri piatti della tradizione. Ecco di seguito l’elenco delle bollicine selezionate e qualche nota di degustazione, dove spiccava la cuveè Winston Churchill di Pol Roger, dedicata al celeberrimo statista inglese, una vera rarità. Nel corso della conviviale una simpatica consuetudine, quella di compilare un apposita scheda organolettica, con le proprie impressioni, e le considerazioni sugli eccezionali vini assaggiati, stilando una personale classifica, indicando lo champagne”che ha incuriosito di più e verrà ricordato per sempre”, citando testualmente le istruzioni per l’uso redatte da Filippo Marchi, vero anfitrione e maestro di cerimonie dell’evento.

Luca Bonacini

 

Ecco dunque i magnifici quattordici champagne, degustati nello straordinario percorso, a cui si sono sottoposti (con gioia), gli invitati:

1 SESSIONE :

Larmandier-Bernier Longitude Extra Brut Blanc de Blancs Magnum

Erba tagliata, polvere da sparo, pera matura, gelsomino, Bocca molto tesa ma anche ampia e lunga di mineralità. Puro.

Pol Roger Brut Reserve Jeroboam

Grande finezza degli aromi, fruttato e complesso, invoglia il sorso. Bocca di magistrale equilibrio e soddisfazione, bolla che accarezza. Per bevitori.

Diebolt-Vallois Prestige Blanc de Blancs Magnum

Fiori bianchi, talco, mela. Bocca didattica di chardonnay ma penalizzata da un finale reso leggermente stucchevole da un dosaggio troppo alto. Classico.

Alain Couvreur Blanc de Noirs Reserve Magnum

Fragolina, tabacco, muschio, funghi. Bocca d’antan con dosaggio di vecchie riserve che dona buona complessità ma scarsa bevibilità. D’antan con carattere.

Vilmart Grande Reserve Magnum

Frutta rossa, mela al forno, pietra focaia, iodio. Bocca che unisce potenza e finezza, complessità e bevibilità. Il migliore fra i base, al livello dei migliori millesimati. Sorprendente.

Gosset Grande Reserve

Mela cotogna, burro, vaniglia. Bocca tagliente e generosamente dosata per uno champagne di impostazione molto classica che da sicurezza. Sul sicuro.

Fleury Carte Rouge Blanc de Noirs

Sughetto di mela, fragolina di bosco, humus, ciliegia. Bocca di incredibile potenze ed acidità non ancora domata che ad oggi necessita l’abbinamento al cibo. Fra i migliori. Il carattere.

In questa prima sessione di prodotti “base” la classifica finale è stata questa:

1 Vilmart Grande Reserve

2 Pol Roger Brut Reserve

3 Fleuty Carte Rouge

 

2 SESSIONE:    

Larmandier-Bernier Terre de Vertus Blanc de Blancs Pas Dosè 2008

Tiglio, fiori bianci, pera matura, gesso , iodio. Bocca tesissima ma di grande maturità per un vino che potrà esprimersi nel corso dei prossimi 20 anni. Marino.

Vilmart Grand Cellier d’Or 2008

Crosta di pane, frutta rossa, nocciola, vaniglia, pietra focaia. Bocca di grande ampiezza e vinosità ma molto definita ed eqilibrata. Bolla leggermente aggressiva. Molto longevo. Una scommessa vinta.

Diebolt Vallois Fleur de Passion Blanc de Blancs 2005

Crema pasticcera, gesso, aria di mare, burro. Bocca elegantissima e lunghissima di gelsomino e nettarine. La potenza senza peso, bolla perfetta. Per esigenti.

Corbon Brut Blanc de Blancs 2002

Sale, fieno, burro, frutta gialla matura, fungo, terra, molto complesso. Bocca di impareggiabile potenza che finisce lunghissima in una scia di sale. Meraviglioso.

Pol Roger Brut Blanc de Blancs 2002

Scoglio bagnato, polvere da sparo, verbena. Bocca di eccellente intensità e rarolibribio per uno dei migliori blanc de blancs mai sentiti. Bevibilità assai pericolosa. Droga.

Gosset Celebris Extra Brut 2002

Boisè, frutta bianca e poco altro. Bocca troppo acida, senza complessità. Da aspettare, molto.

Pol Roger Winston Churchill 1999

Spezie orientali, the nero, incenso, fragoline, sughi d’uva. Bocca di entrata devastante che continua devastante e finisce devastante. Bolla perfetta, equilibrio perfetto. Più vino che Champagne. Avercene.

NELLA SECONDA SESSIONE LA CLASSIFICA È STATA QUESTA:

1 Pol Roger Winston Churchill 1999

2 Corbon Brut Blanc de Blancs 2002

3 ex aequo

Diebolt Vallois Fleur de Passion Blanc de Blancs 2005

Pol Roger Brut Blanc de Blancs 2002

Vilmart Grand Cellier d’Or 2008

 

Evento a cura di :

Filippo Marchi Teatro del Vino – Heres – Gaja – Ringo – cell. +39 348 4200992 – mail info@vinieventi.it

image_pdfimage_print