I millesimati di Cantina della Volta

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“Il vino non è una formula matematica, ma frutto di attenta ricerca e smodata passione”. Risuonano nella testa le parole di Christian Bellei, apprezzato produttore di Cantina della Volta, mentre si visita il caveau dell’Enoteca Pinchiorri, la cantina di ristorante che consegue ininterrottamente da oltre trent’anni gli award di Wine Spectator.
Qui la passione di Giorgio Pinchiorri è tangibile, attraverso collezioni di intere annate dei vini più blasonati del mondo. Ma dove sta il parallelo con il pensiero di Christian Bellei?
Nel fatto che, per celebrare l’arrivo degli attesi millesimati, Cantina della Volta ha scelto proprio il raffinato ristorante di Annie Feolde per accogliere clienti e giornalisti nell’esclusiva degustazione, abbinata ad un menu che conferma la sapiente solidità del locale.
Il Mattaglio, nelle due versioni blanc de blancs e blanc de noirs 2010, si è rivelato nella sua morbidezza e freschezza molto francese, come testimonia lo stesso Bellei raccontando un aneddoto che vide protagonista suo padre: “era talmente convinto che le terre del Sorbara fossero simili a quelle dello Champagne che, negli anni ’80, invio al CIVC di Epernay una zolla per l’analisi. I tecnici francesi risposero affermativamente indicando anche i cloni più adatti per la coltivazione”.
Francese il sapore dei millesimati, emiliano il gusto per l’accoglienza di Cantina della Volta, con Angela Sini, amministratore delegato dell’azienda, attenta ad ogni ospite come se fosse l’unico.
“È la nostra regola, nella produzione, nella presentazione, nella distribuzione. – racconta Angela Sini – Per noi fare il vino significa, come sostiene sempre Christian, consegnare al futuro le migliori tradizioni del passato. E l’ospitalità è anch’essa una tradizione e un’abitudine radicata del nostro territorio”.
La stessa scelta dell’Enoteca Pinchiorri, per festeggiare il punto di svolta offerto dai millesimati, va in questa direzione.
“Hanno sempre creduto in noi – spiega Angela Sini – e abbiamo ritenuto giusto ricambiare questo bel rapporto, senza ostentazione alcuna ma elevando il senso dell’ospitalità che è il vero tratto distintivo del locale di Annie e Giorgio”.
Essenzialità è l’altra parola che connota la giornata-evento: essenzialità nello stile, nei piatti proposti, negli abbinamenti cibo-vino, nelle forme: non ultima quelle delle particolari bottiglie che contengono le creazioni enologiche di Christian Bellei, in cui torna la francesità.
Bottiglie pesanti, perfette per il metodo classico, scure, con etichette dai tratti semplici e puliti, che rispecchiano in pieno la filosofia di questa cantina, nata nel 2010 e rinata pochi mesi orsono, dopo i flagelli del terremoto e delle alluvioni che hanno colpito la bassa modenese.
Pochi anni, ma una grande sapienza frutto della storia dei Bellei padre e figlio che al vino, a queste tipologie di vino – il Lambrusco nelle sue originali varianti Metodo Classico – hanno dedicato l’intera vita professionale.

Luigi Franchi

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