I vini eccellenti del Piemonte a Grandi Langhe Docg

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Un Piemonte decisamente da bere, quello di “Grandi Langhe Docg”. Tutte le più ampie e riconosciute espressioni di una delle regioni vinicole più blasonate d’Italia saranno disponibili all’assaggio in tre giorni di intense e coinvolgenti degustazioni, con i migliori Barolo, Barbaresco, Diano d’Alba, Dogliani e Roero. I dolci declivi e i paesaggi vitati di Roero e Monferrato non a caso proclamati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, saranno teatro dal 18 al 20 marzo dell’attesa manifestazione organizzata ogni due anni dal Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. Attesi ospiti qualificati dai cinque continenti per conoscere i produttori, apprenderne la storia e le tradizioni, e assaggiare le migliori annate, in un evento che nell’edizione 2013, aveva attirato circa 250 professionisti del settore, da 18 Paesi del mondo, impegnati in 6 degustazioni per un totale di 600 vini. Buyer, importatori e distributori, nella misura del 43%, seguiti da hotel e catering 22%; e da enoteche, wine bar e dettaglio specializzato 20%, provenienti in maggioranza dagli Stati Uniti, ma anche da Russia, Svezia, Norvegia, Germania, Inghilterra, Hong Kong e Danimarca. Non solo eno-turismo dunque, ma anche e soprattutto la possibilità di dare vita a nuovi accordi commerciali per dare impulso al comparto, penalizzato da un mercato interno italiano alle prese con l’austerità ma con un sempre crescente interesse dall’estero. Tra le importanti novità della manifestazione la possibilità di geolocalizzare il vigneto, a disposizione degli operatori, ci saranno infatti le nuove mappe “Barolo official map” e “Barbaresco official map”, con le cartografie di tutte le MeGa, cioè le Menzioni geografiche aggiuntive: 181 per il Barolo e 66 per il Barbaresco. Nomi geografici che corrispondono a comuni, frazioni o zone amministrative definite, localizzate all’interno della zona di produzione delle due Docg dei grandi rossi di Langa. Nomi che da tempo erano presenti sulle etichette (l’indicazione Cannubi risale al 1752) ma sino agli scorsi anni non era riconosciuto un valore di unicità che permettesse, tra l’altro, di combattere l’abuso dell’utilizzo. D’altronde per i re dei vini piemontesi anche pochi metri di distanza del terreno portano a differenze nel carattere del vino, mentre ora sarà possibile ottenere informazioni più precise, grazie alla nuova App del Consorzio di Tutela che permetterà, soprattutto agli appassionati stranieri, di conoscere meglio il territorio e le sue produzioni, geolocalizzando il vigneto da cui deriva ogni bottiglia.

Per saperne di più: www.grandilanghe.com

Luca Bonacini

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