Il cocktail del futuro

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L’American Bar si evolve, e raggiunge nuove frontiere fino ad oggi inesplorate. Se negli ultimi trent’anni i barman hanno per certi versi perso, insieme alla divisa, quel mettersi a disposizione del cliente, da alcuni a torto scambiato per servilismo, espressione invece di un’ aristocratico rispetto verso l’ospite, e la brigata del bar era stata per anni un modello di organizzazione, uno staff coeso che remava nella medesima direzione: l’agio dell’ospite, è anche vero che nuove professionalità si affermano, dilagano i barman acrobatici, che oggi fanno anche qualità, dopo un inizio nel quale lo spettacolo sembrava prevalere sulla bontà del drink, la cocktellerie d’avanguardia ha i suoi mostri sacri come l’inarrivabile Dario Comini del Nottingham Forest di Milano, le più strane e lussuose materie prime, diventano ingredienti per cocktail e long drink, e alcuni locali prendono a emblema il Proibizionismo degli anni ’30, ispirandosi agli speakeasy, ai negozi di fiori e alle agenzie di pompe funebri, dove si beveva di nascosto, e si percepisce un rinnovato entusiasmo verso il mondo dell’American Bar, scelto da molti giovani come la professione del domani, dopo anni nei quali era considerata l’ultima spiaggia lavorativa.
Nuove forme di comunicazione si affermano, anche per i neofiti, e se fino ad oggi gli appassionati di cocktail sfogliavano ingialliti ricettari per trarre spunti da mettere in pratica nel proprio angolo bar, magari telefonando al proprio barman di fiducia, per avere consigli su cosa preparare agli amici a casa, oggi è in atto una piccola rivoluzione, che stravolge il mondo del beverage casalingo, un ambito assolutamente da non sottovalutare alla voce consumi, soprattutto in momenti non floridi del mercato, come quelli attuali, in cui sembra esserci un deciso ritorno all’aperitivo o alla cenetta in casa, insieme alla famiglia e agli amici.
Si chiama Gutemberg, ed è un’innovativa “libreria di superalcolici”, lanciata dalla holding liquoristica Pernod Ricard, in occasione della seconda edizione dell’Innovation Day – giornata dedicata all’innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie. Un prototipo che mira a ridefinire l’esperienza del cocktail a casa propria, una biblioteca dal design ricercato, realizzata con dei volumi “speciali”, che contengono bevande alcoliche differenti, connesso ad una piattaforma digitale con un’albo di ricette codificate. Alzi la mano chi non ha mai sognato di preparare i cocktail per i propri ospiti a casa?
E’ il sogno di molti che oggi si può realizzare, un’applicazione che guida l’utente nella miscelazione, indicando le giuste dosi e la preparazione. Un modo divertente di diventare barman per una sera, attingendo anche a una serie completa di mixology tutorial (ricette per preparare i cocktail, offerte personalizzate, ecc), un metodo che rileva anche la quantità di liquido che rimane nel contenitore, attivando automaticamente la consegna a domicilio del nuovo volume. Insomma la cultura del cocktail, riletta in chiave moderna, mantenendo la convivialità, la condivisione, e il divertimento, che diventa personalizzato, responsabile, e con infinite potenzialità.
Ma non è l’unica novità, presentata da Pernod Ricard in occasione dell’Innovation Day 2014, il cui il tema centrale era “La convivialità del futuro”. Oltre 350 i progetti in fase di sviluppo, che incidono per circa il 25% sul totale delle crescite organiche delle vendite, del Gruppo francese, da sempre attento all’innovazione. «Comprendere, sviluppare e immaginare la convivialità del domani, questo è il nostro obiettivo» ha affermato Pierre Pringuet, CEO di Pernod Ricard. «La convivialità del futuro è una convivialità connessa: mobile, istantanea, che cresce a livello esponenziale, che deve principalmente la sua diffusione nella rivoluzione digitale. Non abbiamo mai avuto così tanti amici digitali. Ma essenzialmente, questa convivialità deve facilitare la condivisione e creare lo spazio per nuove occasioni di consumo».

Luca Bonacini

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