“Il vino sulle onde 2016”: cinquanta calici sul Mediterraneo

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Pensavo di averne sentite sul vino, ma quando è squillato il telefono e Renato Rovetta mi ha invitato a partecipare all’evento stampa “Il vino sulle onde”, una crociera attraverso il Mediterraneo, con tasting, degustazioni e seminari sul vino, subito ho pensato a uno scherzo telefonico. Invece era tutto vero, sette giorni con il calice in mano a confrontarsi e scambiarsi opinioni sulle perle enoiche di cinquanta piccoli produttori italiani. L’idea è buona, riunire per una settimana sulla Costa Diadema, giornalisti, sommelier, wine lovers e produttori, per degustare insieme le migliori produzioni vitivinicole di una cinquantina di aziende italiane del vino, è certamente un contesto anomalo e intrigante nel quale raccontare il vino. Un pò press tour, un po’ vacanza, un po’ educational, “Il vino sulle onde”, giunto quest’anno alla seconda edizione, ha colto nel segno dando visibilità a produzioni vinicole piccole e medie, di zone spesso poco raccontate della provincia italiana, un esperienza che grazie al coinvolgimento della stampa avrà un’ampia diffusione, mettendo in luce queste realtà di pregio. Renato Rovetta, sommelier, giornalista, e coordinatore regionale della Guida Vini buoni d’Italia, è stato l’ideatore dell’evento itinerante, organizzato in un contesto davvero unico, la tolda della Costa Diadema in viaggio nel Mediterraneo, attraverso Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma de Mallorca, Napoli. Per una settimana, giornalisti eno gastronomici, sommelier, wine lovers, e produttori si sono alternati all’interno della suggestiva enoteca di bordo, nel guidare i tasting, offrendo piccoli momenti di cultura enologica, alla scoperta dell’Italia del vino più vera. La qualità dei vini presentati è stata davvero di sorprendente livello, e tutta l’Italia dalle Alpi al tacco era rappresentata, grazie alla supervisione di Emanuele Michelini beverage manager, responsabile dei 17 bar della nave, fruibili per le 4000 persone a bordo, mentre il qualificato servizio di mescita, era affidato ai sommelier professionisti della Costa, Flavio Malaspina e Massimo Sommovigo, insostituibili nel contribuire con la loro competenza all’evento. Tra i numerosi vini assaggiati, ci sono piaciuti in modo particolare: la Vitoska “Onavè”, di Parovel – San Dorligo della Valle (TS), un tempo vino da osteria, oggi regina del Carso; lo Schioppettino di Prepotto Roncsoreli – Prepotto (UD), sapido, fumè, dalla ciliegia potente; il muscoloso e scattante Traminer del Borgo delle Oche – Valvasone (PN); il Bianco Collio 2013 firmato Marco Perco di Roncus – Capriva del Friuli – Collio; la fragranza piccante di muschio e albicocca della Malvasia istriana prodotta nei dintorni di Aquileia dall’azienda Le Favole – Caneva (PN); il brioso e interessante rifermentato in bottiglia, di uva Cortese con una piccola percentuale di Garganega passita, di Poggio delle Grazie – Castelnuovo del Garda (VR).
Giornate dense di incontri davvero all’insegna della grande enologia, in un viaggio nell’Italia dei produttori virtuosi, ecco l’esuberanza e la freschezza del Bardolino Chiaretto di Zeni 1870 – Bardolino (VR); l’Insolens di uva Corvina e Rondinella, dai profumi di frutta matura e spezie, morbido, avvolgente, di Costa degli Ulivi – Fumane di Valpolicella (VR); il Campo del soglio di Selva Capuzza Colli a Lago – San Martino della Battaglia (BS), dalle leggere note di timo e camomilla, fragrante e dall’equilibrata sapidità; lo Schiopettino di Prepotto 2011 di Marinig – Prepotto (UD), dalle note speziate e dai frutti rossi; il Lugana (Trebbiano), in zona denominato anche Turbiana, di Frezza – Castelnuovo del Garda (VR), sapido e minerale; il Ficiligno 2014 di Baglio di Pianetto – Santa Cristina Gela (PA), dai sentori di fichi d’india, limone e dal bouquet complesso; lo Schioppettino di Prepotto, Albana cru Stanig – Prepotto (UD), al naso fumè, agrumato, speziato; il Carillon rosè della Valcalepio di Angelo Bertoli – Castelli Calepio (BG), rosè dai sentori delicati di fragoline e rosa, bollicine fini ed eleganti; lo chardonnay elegante, floreale, sapido di Ricchi – Monzambano (MN); le sfumature aromatiche di fiori di campo del picolit La Roncaia – Cergneu di Nimis (UD); il metodo classico fine ed elegante e lo  straordinario Erba Luce di Caluso della Tenuta Roletto – Cuceglio (TO); il Greco di tufo vulcanico, minerale, secco ed elegante, delle Tenuta Cavalier Pepe – Sant’Angelo All’esca (AV); il Lugana sapido, delicato, complesso, da scoprire, di Ca Maiol – Desenzano del Garda (BS); il Chiaretto Classico dai profumi di frutti di bosco e fiori di campo che si produce a Calmasino nella cantina Villabella – Bardolino (VR); il gran cuvèe rosè brut “Particolare” metodo Martinotti dai profumi di rose e fragoline di bosco della Tenuta del Buonamico – Montecarlo (LU); il Chiaretto Valtènesi “Pergola”, premiato in tutta Europa, di CiViElle, Cantine della Valtènesi e della Lugana – Moniga del Garda (BS); il Franciacorta Riserva Nature millesimato 2007 Monti della corte, croccante, minerale, leggermente tannico di Monzio Compagnoni – Adro (BS); lo Schioppettino di Prepotto di Michele Pavan, de La Buse dal Lof – Prepotto (UD), color rosso intenso, profumo di marasche, tannico, secco; il Corte Quaiara Pinuàr 2013 di Giovanni Montresor – Colà di Lazise (VR), un ritrovato e piacevole pinot nero; il Saten sboccato febbraio 2015, dal naso evoluto e dal corpo importante, con sentori di mele, de La Fioca –  Corte Franca (BS); il brut Trento Doc metodo classico riserva 2009 di Casata Monfort – Lavis (TN), ampio, intrigante con finale elegante e lungo; lo straordinario aglianico Illunis 2013 Caputalbus di Pompeo Capobianco – Ponte (BN), ottenuto con un metodo antico di vinificazione; ma era ben rappresentata anche l’Associazione Donne del Vino con la delegazione Puglia, forte di 45 socie (produttrici, sommelier, degustatrici, giornaliste, enotecarie, ristoratrici), tutte dedite al vino, che ha portato alcune straordinarie eccellenze regionali: il Primitivo Gioia del Colle DOP “Sogno” 2010, delle Cantine Imperatore di Sonia Imperatore – Adelfia (BA) al naso ciliegiona, cuoio, graffite; il “Castillo”, Locorotondo IGP  dell’azienda Cardone Vini Classici, di Marianna Cardone – Locorotondo (BA), dai profumi delicati di alga e mare; il Primitivo di Manduria “Rubinum” 2013 dai profumi di lavanda, liquerizia, geranio, e dai tannini setosi, delle Cantine Soloperto di Sabrina Soloperto (presidente dell’associazione Donne del Vino delegazione di Puglia) – Manduria (TA); la Malvasia “12 ½” del Salento 2014, dell’azienda Vigne & Vini di Maria Teresa Basile e Marzia Varvaglione – Leporano (TA), al naso    morbido ed elegante con sentori di lavanda, e sapidità importante; il Primitivo di Manduria 2010, dell’Antica Masseria Jorche di Dalila ed Emanuela Gianfreda – Torricella (TA), dai profumi di prugna nera, china, rabarbaro, e durone di Vignola, al palato esuberante e pieno. Dulcis in fundo, l’Acetaia Giusti di Modena, con i suoi quattro secoli di storia, la più antica del mondo, che ha organizzato una straordinaria verticale di aceti, con diversi invecchiamenti e profondità fino a cento anni.

Luca Bonacini

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