In Francia presto vietato il bicchiere

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Un decreto legge pubblicato a luglio sulla Gazzetta Ufficiale francese, ha fatto tremare gli appassionati di vino francesi, e sono alcuni milioni. Mentre il consumo di vino, in Francia, continua inesorabile a calare dell’1% annuo, ll paese del vino, la nazione che ha fatto della Libertè una bandiera, decide di inasprire le misure draconiane già introdotte negli anni scorsi per limitare l’uso di alcol sui luoghi di lavoro. All’apparenza sembra un tornare indietro andando a erodere uno dei diritti faticosamente conquistati nel XIX secolo, già messi in discussione nel 2013 con la legge Evin, considerata in materia, quella più severa al mondo, che limitava la libertà di parlare di vino su internet e sugli altri media, ma il Governo francese non è nuovo a iniziative repressive del genere, un tentativo di dare una risposta alle preoccupanti stime sull’alcol, ritenuto responsabile di 49.000 vittime ogni anno. Con questo nuovo decreto, si richiede dunque alle aziende di permettere o vietare il consumo di vino o birra ai propri dipendenti nei luoghi di lavoro. Benchè anche prima il codice del lavoro francese vietasse di bere nei luoghi di lavoro, l’inasprimento della norma riguarderebbe ora anche vino, birra e sidro, fino ad ora concessi, a rischio dunque il bicchiere a pasto, una pratica diffusissima, nelle mense aziendali, nei bar e ristoranti della pausa pranzo e anche a casa, giudicato paradossalmente dai medici utile per la salute, che soprattutto nel caso del vino rosso ridurrebbe il rischio di arteriosclerosi e di invecchiamento delle cellule. Le nuove disposizioni, prevedono anche di dichiarare in etichetta i danni per la salute, e ce n’è anche per i giornalisti, visto che non si fa distinzione fra pubblicità e giornalismo, un vuoto legislativo che lascia ai singoli giudici, come comportarsi, e che ha già visto procedimenti e condanne a carico di giornalisti di testate come Les Echos, accusate di aver parlato di vino in modo giudicato propagandistico. Una legge che certamente non piace ai francesi, che ha fatto insorgere le associazioni di settore, e che promette nei mesi a venire un dibattito serrato.

 Luca Bonacini

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