La Riserva Pas Dosé di Fongaro conquista la Médaille d’Or

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Fongaro, splendida realtà fondata nel 1975 da nonno Guerrino nel cuore della Lessinia e oggi guidata dai nipoti Matteo e Alessandro – circa 12 ettari, per un potenziale attuale di 100.000 bottiglie – ha da sùbito compiuto una scelta quanto mai azzardata per l’epoca: produrre all’origine, in  esclusiva, spumanti Metodo Classico da uve Durella. Una sfida resa possibile grazie alla lungimiranza visionaria del fondatore, oggi vivacissimo novantanovenne ancora attivo in cantina.
Coraggio imprenditoriale, terroir dotato di grande vocazione viticola, vitigno difficile ma perfetto per farsi base spumante hanno evidentemente ripagato impegni morali, sforzi fisici e investimenti economici sostenuti dai Fongaro. E il premio recentemente conseguito al  Challenge International 2013 è evidentemente una prova sul campo del livello qualitativo raggiunto dai prodotti della cantina. Una Medaglia d’Oro, quella conquistata dalla Riserva Pas Dosé 2006, che va oltre i confini di un pur prestigiosissimo premio. Perché questo? Per molte ragioni.
Prima di tutto conquistare un premio assoluto in Francia, con un vino non transalpino, è già di per sé complicato. In seconda battuta, Fongaro non l’ha conseguito con un prodotto qualsiasi, ma niente meno che non uno spumante metodo classico, andando inevitabilmente a confrontarsi con una  denominazione chiamata Champagne… Ma non basta ancora. L’etichetta vittoriosa è un Pas Dosé, tipologia notoriamente ostica da capire e non certo facile da degustare né da produrre, lungamente affinato sui lieviti (60 mesi), prodotto in una zona internazionalmente sconosciuta, con l’impiego di un vitigno autoctono, quale la Durella, particolarmente interessante ma difficile da capire per chi vi si avvicina per la prima volta. Infine, ciliegina sulla torta atta a rendere ancor più meritato il premio, le bollicine della Casa di Roncà provengono da agricoltura biologica certificata, e presto saranno vini interamente bio. Insomma, una vittoria che va oltre il significato attribuito dalla medaglia, per assumere un’assoluta valenza simbolica, possibile trampolino di lancio per far conoscere Fongaro sul mercato internazionale.
Fra l’altro va ricordato che i Paesi in gara erano ben 38 e che le medaglie d’oro conquistate dall’Italia sono state solo 16, raccolte a macchia di leopardo lungo tutta la Penisola. Ma è interessarsi soffermarsi sulle tipologie vincitrici: ben 10 vini rossi, 2 bianchi, 1 rosato, 1 spumante Charmat e solo 2 Metodo Classico, di cui quello di Fongaro, unico fra tutti i sedici premiati ad avere il “bonus” della certificazione bio, che di per sé non è una garanzia di qualità, ma se ciò si va aggiungere a un riconoscimento ufficiale, ecco che allora anche tale caratteristica va colta nella sua giusta ottica.

L’azienda produce esclusivamente Spumanti Metodo Classico, avvalendosi in grande prevalenza del vitigno Durella, cultivar autoctona veronese e in particolare della Lessinia, un’uva dotata di grande acidità naturale che, arricchita dalla mineralità ceduta dai suoli di natura vulcanica su cui insistono i vigneti, ben si presta a farsi eccellente base da spumantizzare.

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