La Voce della Grappa italiana

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Dall’Istituto Nazionale Grappa sono emersi – nei giorni scorsi a Vinitaly – i descrittori della grappa del futuro. Posto che la qualità e l’originalità del prodotto sono caratteristiche imprescindibili per il distillato di bandiera, a fare la differenza può concorrere lo studio ad hoc dell’immagine, che comprenda anche la voce di chi la grappa la conosce, la vive, la produce, magari da generazioni.
Il presidente di ING Elvio Bonollo ha spiegato l’importanza di “non limitarsi a esporre un marchio o far assaggiare la propria grappa, ma di coinvolgere raccontando con la propria voce la storia della grappa, quei segreti dell’arte distillatoria che le famiglie si tramandano da generazioni, e cosa renda ogni goccia di grappa diversa dall’altra: dalla diversa composizione aromatica all’affinamento in botte di un legno piuttosto che di un altro, o ancora la tempistica di invecchiamento. Ogni produttore deve rendersi riconoscibile ma laddove la sensorialità non basta è necessario investire in immagine”.

Soprattutto all’estero laddove non esiste una vera e propria cultura della grappa e quindi ci si affida a una cosa, la notorietà del brand: è necessario dunque che il packaging si evolva puntando sulla istintività e sull’identificabilità. “In questa ottica i packaging diventano via via più ricercati – ha aggiunto Bonollo – attenti ad esprimere tutta la finezza, l’eleganza e la nobiltà di questo prodotto considerato una vera e propria opera d’arte tutta italiana”.
A Vinitaly era presente, come sempre, Mazzetti d’Altavilla, la grapperia più storica del Nord Ovest – dal 1846 –  con l’ultima novità, la Riserva Vitae, una Grappa Riserva invecchiata oltre diciotto mesi in barriques di legni pregiati e ottenuta dai vitigni Grignolino e Ruchè, e con la rivisitazione totale del packaging di tutta la gamma delle Riserve, categoria di punta tra i distillati Mazzetti d’Altavilla. Due novità che i visitatori stranieri hanno mostrato di apprezzare molto, concretizzando la crescita dell’attenzione per il mondo della grappa da parte di nuovi e lontani mercati.
La strada dunque è quella giusta: raccontare una storia unica, a partire dall’etichetta per arrivare a gesti antichi che si rinnovano un sorso dopo l’altro.

Alessandra Locatelli

 

   

 

 

 

 

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