Lombardia à la carte

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Quando si pensa all’offerta enologica italiana il primo pensiero va ai grandi vini rossi di Toscana, ai bianchi del Veneto o ai corposi siciliani. Raramente si ricorda che la Lombardia detiene 5 denominazioni Docg, 23 Doc e 15 Igt, frutto dell’impegno in vigna e in cantina dei suoi produttori. Vini che hanno saputo affermarsi nel panorama enologico italiano e internazionale e meritano un più ampio riconoscimento pratico.
Per diffondere all’interno dei confini regionali e in tutta Italia la conoscenza del patrimonio enogastronomico lombardo e valorizzarne la qualità, Ascovilo, l’Associazione Consorzi Vini Lombardi, ha ideato uno strumento che sta riscuotendo grande consenso.
La Carta dei Vini di Lombardia, nata nel 2011 grazie al coordinamento di Ascovilo con la collaborazione del Movimento Turismo del Vino, intende proporre ai ristoratori che aderiscono all’iniziativa la possibilità di disporre di un punto di riferimento importante nella scelta dell’assortimento della loro cantina. La Carta presenta infatti una completezza di aziende di qualità del territorio che si rivela di estrema importanza per limitare le difficoltà logistiche che i ristoratori incontrano affidandosi a più aziende singolarmente. Una sorta di pacchetto che racchiude, oltre alle etichette note, tutte quelle realtà produttive meno conosciute ma di altissimo livello qualitativo. Duplice il vantaggio; per le aziende quello di aumentare la propria visibilità e potenzialità commerciale, per i ristoratori la garanzia di affidarsi a produzioni eccellenti. Per tutti la possibilità di godere del coordinamento di Ascovilo in fase di campionatura e distribuzione grazie alla sinergia in tal modo generata.
Allo scopo di promuovere la diffusione della Carta dei Vini di Lombardia, Ascovilo organizza periodicamente una serie di appuntamenti di degustazione per dare la possibilità ai ristoratori interessati di testare i prodotti, incontrare i produttori e fornire il loro giudizio in merito che sarà fondamentale per l’aggiornamento della carta.

In soli tre anni hanno aderito a questo progetto ben 60 ristoranti tra i quali nomi di spicco della ristorazione lombarda, principalmente a Milano, referente regionale e nazionale per la ristorazione d’alto livello. Con l’inserimento nella loro carta dei vini di almeno 28 referenze che comprendano tutte le aree di produzione lombarde i ristoranti aumentano la loro capacità di corretto abbinamento con i piatti e contribuiscono altresì alla migliore diffusione della varietà e delle ricchezze che la Lombardia può orgogliosamente offrire.

Marina Caccialanza

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