Matteo Zappile, ambasciatore del Vino della Pace

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Quell’anno gli italiani si mettevano per la prima volta al polso lo Swatch, si assegnavano otto Oscar, al kolossal “Gandhi”, quattro a “E.T.”,  e dieci a “Flashdance”; al cinema usciva “Il ritorno dello Jedi”; Michael Jackson dominava con “Thriller”; “War” lanciava definitivamente gli U2; e si faceva notare una 25enne italo-americana, con il nome di Madonna; l’atletica leggera azzurra arrivava sul podio dei 10.000 con Alberto Cova; Meneghin portava la Nazionale del basket sul tetto d’Europa; mentre nel calcio, la Roma di Falcao, arrivava in finale di coppa campioni con l’Amburgo, e il Milan arrivava primo, ma nel campionato di serie B.

Succedeva trent’anni fa, era il 1983, proprio mentre a Cormons, una piccola località del Friuli nasceva per volontà della Cantina Produttori Cormons la Vigna del Mondo, qualcosa di mai visto fino ad allora nel mondo dell’enologia, un progetto che nasceva fin da subito con la benedizione di Luigi Veronelli, guru assoluto del vino, protagonista nell’ infondere in quegli anni nel mondo del vino un rinnovato orgoglio nazionale. La prodigiosa idea dell’enologo Luigi Soini, che avrebbe portato la cantina friulana nella storia del vino, fu di chiedere ad ogni nazione del mondo l’invio di un loro vitigno, per impiantarlo sulle colline di Cormons, nella Vigna del Mondo, e con quelle uve pregiate ma cosi diverse, dare vita al Vino della Pace. Finita la prima vendemmia, le prime bottiglie, decorate da un famoso artista, simbolo unico di pace e fratellanza, cominciarono ad essere spedite con riconoscenza ai Capi di Stato del Mondo e poi commercializzate con successo a esclusivi ristoranti ed enoteche.

Sono passati trent’anni da allora, oggi sono 855 i vitigni custoditi  nella Vigna del Mondo, in Friuli, e nel 2013 il Vino della Pace è stato festeggiato in alcuni esclusivi eventi. Nell’evento di Milano, c’erano i giornalisti Enzo Vizzari, Gian Arturo Rota, Luigi Cremona, Andrea Gabbrielli, Luca Gardini, Andrea Grignaffini, Bruno Pizzul e Toni Capuozzo. Un anno costellato di eventi dove il Vino della Pace è stato protagonista in diverse occasioni del suo messaggio di unione, sono stati nominati gli Ambasciatori del Vino della Pace e si è svolta la vendemmia, una vendemmia speciale a cui hanno partecipato, come nel 1985, anche gli studenti del Collegio del Mondo Unito di Duino provenienti da oltre 80 Paesi. L’annata dedicata ai 30 anni del Vino della Pace si chiude a Il Pagliaccio di Roma, Ristorante stellato guidato dagli Chef Anthony Genovese e Marion Lichtle, con una cena che vede nuovamente coinvolti grandi nomi del mondo enogastronomico per festeggiare i risultati raggiunti e il successo del progetto.

Fra gli invitati Adua Villa Sommelier ed esperta di enogastronomia, collaboratrice di numerose testate e programmi tv, Alberto Cauzzi di Passione Gourmet, Alessandra Moneti da Ansa Terra&Gusto, Antonio Scuteri per Repubblica Viaggi, Bruno Petronilli e Laura Di Cosimo per Spirito diVino, Cinzia Bonfà per Chef di Cucina Magazine, Gianluca Mazzella per Il Fatto Quotidiano, Lorenzo Ruggeri de Il Gambero Rosso, Luciano Di Lello di Repubblica, Luigi Cremona storico curatore delle Guide Touring e Sara Papa, Chef e grande esperta in panificazione, insieme ai rappresentanti della Cantina Produttori Cormòns. verrà presentata la nuova annata del Vino della Pace con le preziose etichette realizzate per il 2012 dall’artista Emilio Isgrò insieme ad Arrigo Levi, giornalista e scrittore, il pittore Enrico Castellani con Alessandro Rivali e Kengiro Azuma, il cui lavoro sarà accompagnato dai versi di Isabella Panfido.

Nel corso della serata, in programma lunedì 27 gennaio, sarà conferito dai vertici della Cantina Produttori Cormòns il titolo di “Ambasciatore del Vino della Pace” al Ristorante Il Pagliaccio di Roma e al suo Chef Sommelier Matteo Zappile, che ha guidato la verticale di degustazione del Vino della Pace anche nel corso dell’evento di Milano. Un anno davvero speciale per la Cantina Produttori Cormòns, un anno di grandi festeggiamenti e di successi che ha permesso di diffondere il messaggio di pace racchiuso in questo vino unico al mondo e di raccontare la storia di una realtà cooperativa di grande livello che ha avuto il coraggio di confrontarsi con i maggiori esperti del settore enogastronomico e di crescere insieme a loro.

Luca Bonacini

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