Meno volumi, più valori. Vola l’export del vino italiano.

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Assoenologi traccia un bilancio positivo sul mercato del vino italiano all’estero. Unione Europea e Paesi Terzi al traino. Ismea presenta a Vinitaly un seminario sull’evoluzione del posizionamento dell’Italia tra big spender e buyer emergenti.

È una chiusura di bilancio positiva quella elaborata sull’export 2012 da Assoenologi, l’Associazione Enologi Enotecnici Italiani attraverso i dati dell’Istat: se si registra infatti una flessione dei volumi stimata al – 8,8%, i valori hanno raggiunto la cifra record di 4,7 miliardi di euro, pari a un + 6,5%. Gli effetti dell’impegno e, va sottolineato, del coraggio profuso dai molti operatori del settore per anni, nel continuare a credere, ad investire e a guardare lontano, stanno dunque diventando tangibili: un dato su tutti, il +8,8% di export verso i Paesi Terzi. La politica di ampliamento sui mercati dell’Unione Europea si mantiene stabile e proficua, con la detenzione del 52,3% del valore, supremazia dovuta al consumo di sfuso.

Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi, traccia la mappa di gradimento del vino italiano all’estero: “A tirare la volata della crescita del vino italiano è senza dubbio il segmento degli spumanti con +13,8% in valore. Il vino in bottiglia registra un incremento più modesto: valore +5,2% accompagnato dalla flessione delle consegne -2,4%. Il denominatore comune di tutte le tipologie e riscontrabile nella maggior parte dei mercati è la flessione delle consegne”, fenomeno che riguarda però principalmente i vini sfusi (- 20,9%). Rispetto agli spumanti, parliamo di valori che variano da 549 a 624 milioni di euro: dei 1.856 mila ettolitri esportati nel 2012, il 57% è stato destinato all’Unione Europea e il restante ai Paesi Terzi.

Aggiunge Martelli: “La crescita degli spumanti, il progressivo ampliamento dei mercati di destinazione dell’export, l’incremento del valore medio unitario di tutti i segmenti della produzione, e la ripresa dei vini DOP nei principali mercati internazionali, oltre al rafforzamento delle aree emergenti sono gli elementi più significativi che qualificano e caratterizzano i risultati di sintesi espressi nel valore record di 4,7 miliardi di euro conseguito nel 2012, un anno tra i più turbolenti degli ultimi due decenni”.

Secondo Ismea, l’Italia conferma la sua leadership mondiale per quantitativi esportati, seguita a breve distanza dalla Spagna: in occasione di Vinitaly, Ismea presenterà il seminario “Vino: big spender e mercati emergenti, andamento della domanda e posizionamento dell’Italia rispetto ai competitor”, che analizzerà l’evoluzione delle quote di mercato nelle diverse aree mondiali di riferimento. L’incontro si terrà domenica 7 aprile alle ore 15.30 presso lo stand del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (piano terra del portico del PalaExpo, lato ingresso San Zeno).

 

Alessandra Locatelli

 

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