Nelle antiche viti rivive la Serenissima

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Scoprire l’origine, la provenienza e le caratteristiche delle antiche viti presenti in Laguna, campionarle e propagarle per creare impianti che costituiscano una banca genetica delle varietà ricavate dallo studio.
Questi essenzialmente gli scopi di due progetti a cura del Consorzio Vini Venezia che, dal 2010, è impegnato insieme all’Università di Padova e Milano, il CRA-Vit di Conegliano e altri soggetti, in un’operazione scientifica di studio per creare una mappatura delle vecchie viti di Venezia, studiandone il Dna, per realizzare due vigneti: uno a Torcello, con la ristrutturazione di un vecchio vigneto, e l’altro all’interno del convento dei Carmelitani Scalzi.
Dopo aver realizzato il vigneto all’isola di Torcello, infatti, utilizzando il materiale genetico prelevato dalle vecchie viti di Venezia mappate e studiate all’interno di conventi, broli e giardini, il Consorzio sta per dare l’avvio alla seconda fase del progetto: il restauro e il ripristino dell’orto-giardino del convento dei Carmelitani Scalzi a Cannaregio.
Due vigneti sperimentali, dunque, sorti con lo scopo di salvaguardare la biodiversità del patrimonio viticolo lagunare che hanno potuto essere realizzati grazie al supporto del professor Attilio Scienza, in collaborazione con un gruppo di tecnici dell’Università di Padova e Milano, il Centro di Ricerche per la Viticoltura di Conegliano e l’Università di Berlino. Il lavoro di selezione si è svolto attraverso un’accurata verifica delle fonti d’informazione in quanto le piante da campionare presentavano un aspetto morfologico non riconducibile con chiarezza a vitigni noti e ha richiesto un’indagine a tappeto su tutta l’area in esame: ben 70 analisi del DNA sono state svolte allo scopo di individuare l’identità e l’entità del germoplasma viticolo della laguna.
Complessivamente, sono state campionate 68 piante; sono stati ottenuti 25 profili molecolari, 22 dei quali corrispondono a varietà già identificate, in particolare 20 varietà di Vitis Vinifera L., 14 uva da vino e 6 uva da tavola e 2 ibridi interspecifici molto noti, il Baconoir ed il Villardblanc.
Con l’aiuto della Camera di Commercio di Venezia, che finanzierà la produzione di materiale promozionale e informativo, il Consorzio Vini Venezia e Venezia Wine and Food organizzeranno in occasione di Expo delle visite guidate; infatti, il risultato di questa ristrutturazione culturale e storica non rappresenta solo una banca genetica all’aperto: sarà offerto al pubblico e destinato a diventare un punto di attrazione turistica tra i più importanti di Venezia.

Marina Caccialanza

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