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Diciannove vini premiati su 363 etichette provenienti da 292 aziende delle 20 le regioni italiane. Sono alcuni dei numeri del secondo Concorso enologico nazionale dei vini Rosati, svoltosi a Bari e promosso dall’assessorato alle Risorse agro-alimentari della Regione Puglia, in partenariato con Assoenologi, Accademia Italiana della Vite e del Vino e Unioncamere Puglia e autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole. Una competizione che si conferma per la sua originalità ma anche per l’attenzione sempre più elevata nei confronti dei vini rosati, una tipologia per troppo tempo rimasta in secondo piano del grande circo del vino ma che ora, dopo un periodo di grande rinascita, sta stimolando sempre più l’impegno da parte dei produttori italiani e parallelamente va consolidando la sua posizione nelle preferenze dei consumatori e degli operatori. Tutto bene dunque? Ovviamente no, perché la “delicatezza” di questi vini non sta solo nelle belle sfumature di colore ma anche in una comunicazione ancora frammentata per la quale occorre uno sforzo collettivo oltre che di singoli territori per recuperare un grave gap informativo su più ampia scala. A parte i grandi marchi, che riescono a raggiungere commercialmente in maniera agevole i mercati in tutto il mondo, va detto che buona parte dei rosati italiani è auto-consumato, ossia è venduto e bevuto principalmente all’interno delle stesse aree di produzione. Questo, per quanto confermi lo straordinario rapporto identitario tra questa tipologia e il territorio, rende più complesso l’affermarsi di un movimento di opinione che, come è noto, si fonda anche sullo scambio, sul confronto e sull’ampiezza della scelta: insomma occorre innescare uno scambio virtuoso e collaborativo, consentendo che in Puglia come in Abruzzo, in Veneto come sul Garda bresciano, per citare le zone di produzione storicamente più famose e “produttive”, sia possibile trovare sempre più spesso e diffusamente i rosati delle diverse regioni italiane. E così poi anche nelle grandi aree metropolitane, gettando le basi per una promozione all’estero dove – e qui sta un altro paradosso – i rosati piacciono moltissimo ma sono poco diffusi, anche per un vecchio retaggio che li vuole poco stabili e longevi nel tempo. E invece non è difficile assaggiare buonissimi rosati che sono in grado di esprimersi compiutamente anche dopo uno o due anni dalla vendemmia, o che addirittura arrivano sullo scaffale la vendemmia successiva. Ebbene, il Concorso nazionale dei vini rosati, pur se soltanto alla sua seconda edizione, prova a superare entrambi questi ostacoli, da un lato prevedendo un tour promozionale dei vini vincitori, dall’altro registrando una qualità media molto elevata dei vini presentati in degustazione (come dimostrano i 217 diplomi di merito assegnati oltre alle 19 medaglie) a conferma del fatto che nell’ultimo decennio sono notevolmente migliorati l’integrità, la piacevolezza e, perché no, l’ecletticità dei vini rosati tanto che gran parte delle etichette nazionali rappresentano un eccellente accompagnamento all’intero pasto o a momenti più informali come nel caso dell’aperitivo. Lo dicono i dati dell’indagine forniti da Davide Gaeta docente del Dipartimento di Economia aziendale dell’Università di Verona in occasione del convegno internazionale organizzato a Otranto a margine della premiazione, dai quali emerge che il 63% del campione predilige le “bollicine” e che i vini rosati piacciono soprattutto ai giovani tra 20 e 29 anni (38%) e tra i 30 e 39 anni (29%), il cui consumo avviene per il 42% durante i pasti a casa e per il 31% in enoteca/bar.

Dall’edizione 2013 del concorso enologico emerge il Veneto con sei medaglie, seguita a sorpresa dall’Emilia Romagna con cinque, dalla Puglia con tre, mentre due medaglie sono andate a Lombardia e Campania e una all’Abruzzo, il cui Cerasuolo d’Abruzzo DOC “Fantini” risulta, in assoluto, il rosato italiano col punteggio più alto. A premiare i vincitori del concorso sono stati il neo senatore Dario Stefàno, ex assessore e ideatore dell’iniziativa lo scorso anno, e l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni hanno consegnato medaglie d’oro, d’argento e di bronzo ai tre migliori vini (con un ex aequo) di ognuna delle sei categorie previste, nel corso della cerimonia alla quale ha partecipato anche il giornalista Bruno Vespa, appassionato e produttore di vini, anche rosati, proprio in Puglia. «I riconoscimenti di quest’anno – ha spiegato l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni – delineano una mappa delle eccellenze italiane e confermano la statura del Premio e la sua serietà trattandosi di riconoscimenti che riconsegnano alla storia e alla tradizione dell’enologia nazionale il giusto ruolo a vini e processi di vinificazione delicati e di pregio». Ad aggiudicarsi il primo premio nella categoria ‘Vini rosati tranquilli Doc-Dop’ il Cerasuolo d’Abruzzo ‘Fantini’ 2012 di Farnese Vini di Ortona, risultato anche il vino col punteggio più alto in assoluto, in pratica la “maglia rosa dei Rosati d’Italia”, un parallelo doveroso che premia anche la scelta dell’azienda abruzzese (lo scorso anno premiata con la medaglia d’argento) di supportare con il nome di questo vino la squadra ciclistica che ha partecipato all’ultimo Giro d’Italia. Il secondo posto è andato all’Irpinia rosato 2012 di Borgodangelo di Sant’Angelo all’Esca e il terzo al Bardolino Chiaretto classico 2012 della Cantina Caorsa Consorzio Agrario Lombardo Veneto di Affi. E se per la prima categoria il centro, il sud e il nord Italia si sono divisi la posta, nella categoria ‘Vini Igt–Igp’ si è registrato l’en plein pugliese, con le tre medaglie andate rispettivamente al “Merula Rosa” 2012 Salento Igp di Carvinea di Carovigno, al “Negramaro” 2012 Salento Igp della Cooperativa  Vecchia Torre di Leverano e al “Rosaro” 2012 Salento Igt Negramaro  di Feudi di Guagnano di Guagnano. L’Emilia Romagna si conferma leader nella categoria ‘Vini rosati frizzanti Doc–Dop’: e come avvenuto nella scorsa edizione del concorso, due riconoscimenti su tre sono andati alla Cantina di Carpi e di Sorbara di Carpi, che stavolta sale sui gradini più alti con la medaglia d’oro del Lambrusco di Modena Doc rosato frizzante semisecco “Rosa di primavera” 2012, e con la medaglia d’argento con il Lambrusco di Sorbara Doc rosato frizzante amabile “Allegro” 2012, quest’ultima ex-aequo con il Lambrusco di Sorbara Dop frizzante secco “Rosa” 2012 dell’azienda agricola Garuti Elio ed eredi Garuti Romeo di Sorbara. Terzo classificato il Colli di Scandiano e di Canossa DOP Lambrusco rosato frizzante “Rosso Spino” 2012 della Cantina Sociale Arceto di Scandiano. La categoria ‘Vini rosati frizzanti Igt– Igp’ vede invece sul podio i vini del Lombardo-Veneto, nell’ordine: medaglia d’oro al “Mosca Rosa” 2011 Provincia di Pavia Igp frizzante dolce di Giorgi Fratelli & C. di Canneto; medaglia d’argento al “Tura” delle Venezie del Gruppo Italiano Vini-Lamberti di Pastrengo e di bronzo al “Monte Fiaschetto” 2012 Verona Igp rosato frizzante dell’azienda Righetti Enzo di Cavaion Veronese. Conquista la medaglia d’oro nella categoria ‘Vini rosati spumanti Doc–Dop’ il Venezia Dry “Canal Grando’’ di Bosco Malera di Salgareda mentre le medaglie d’argento e di bronzo sono arrivate rispettivamente al Lambrusco di Sorbara Extra dry “Gioia” 2011 di Garuti Elio ed eredi Garuti Romeo di Sorbara (già premiata anche nei frizzanti a denominazione di origine), e al Bardolino Chiaretto Brut 2012 della Benazzoli di Pastrengo. Infine per la categoria ‘Vini rosati spumanti Igt e Vsq’ sono stati premiati con la medaglia d’oro il “Manzoni Moscato” aromatico dolce 2012 della cantina Colli Euganei di Vò, con la medaglia d’argento il “Jacarando” 2011’ Extra dry della cantina San Paolo di Torrioni e al ‘Pinot nero rosato Extra dry dell’azienda Vanzini di San Damiano al Colle. Il Premio speciale assegnato dalla Regione Puglia e in collaborazione con Assoenologi, Accademia della Vite e del Vino e Unioncamere Puglia è stato consegnato dal presidente della locale sezione Assenologi Massimiliano Apollonio all’azienda Primis di Stornarella (Foggia) per il Rosato “Monrose” 2012 Puglia Igt che ha conseguito il punteggio più alto tra tutti i classificati al quarto posto.

Massimo Di Cintio

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